Autismo. Cosa prevede il protocollo Giannini- Lorenzin. Il testo
Tre campi d’azione. Per farlo, Miur e Salute si impegnano a:
a) promuovere l’offerta attiva di iniziative di promozione ed educazione alla salute rivolte a bambini e adolescenti, anche attraverso il coinvolgimento dei servizi e dei professionisti sanitari del territorio e delle famiglie, privilegiando metodologie di “peereducation” e “life skilleducation”;
b) promuovere e sostenere iniziative mirate a garantire la presa in carico globale di bambini, alunni e studenti con disabilità e con disturbi evolutivi specifici, assicurandone l’inclusione scolastica;
c) sostenere il sistema nazionale di sorveglianza finalizzato a monitorare alcuni aspetti della salute dei bambini e degli adolescenti riguardo ai principali fattori di rischio comportamentali e ad alcuni parametri antropometrici e nutrizionali nel rispetto della regionalizzazione del sistema sanitario e dell’autonomia scolastica.
Quattro aree di intervento. Per quanto attiene, in generale, il diritto alla salute:
a) Promozione di corretti stili di vita con particolare riguardo ad attività fisica, alimentazione e promozione della salute orale;
b) Prevenzione delle dipendenze da sostanze d'abuso e delle dipendenze comportamentali;
c) Promozione della cultura delle vaccinazioni e conduzione di azioni di sensibilizzazione e coinvolgimento di alunni e famiglie, con la possibilità di realizzare campagne di vaccinazione integrative in ambito scolastico;
d) Promozione di una corretta relazione di genere, attraverso interventi sulle tematiche dell’affettività.
Per quanto attiene, nello specifico, l’inclusione degli alunni e degli studenti con disabilità e disturbi evolutivi specifici:
a) esame e revisione della normativa di settore, su cui le Parti hanno competenza concorrente, con particolare riguardo alla razionalizzazione e semplificazione delle procedure di accertamento sia della disabilità che dei disturbi evolutivi specifici, al fine di una più efficace e razionale modalità di intervento oltre che di una ottimizzazione dei costi;
b) proposta di revisione dell’Intesa sancita in Conferenza Unificata in data 20 marzo 2008 in merito alle modalità e ai criteri per l’accoglienza dell’alunno con disabilità;
c) progressiva applicazione del modello “International Classification of Functioning” (ICF) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), opportunamente adeguato alla realtà italiana ed alle peculiarità del modello italiano di inclusione scolastica; d) attivazione di programmi di formazione su tematiche specifiche, nell’ambito degli obiettivi prioritari individuati, e definizione di “pacchetti formativi” con contenuti comuni e differenziati per le diverse professionalità coinvolte, rivolti ad operatori sanitari, al personale della scuola, agli studenti ed alle famiglie;
e) promozione e sviluppo di iniziative condivise di comunicazione istituzionale – anche con il coinvolgimento delle Associazioni delle persone con disabilità – sia per sostenere azioni congiunte di sensibilizzazione – sia per fornire alle famiglie adeguate informazioni su tematiche di interesse prioritario;
f) promozione e sostegno di iniziative volte a favorire l’individuazione precoce di disabilità e disturbi evolutivi specifici. A tal fine, le Parti, nel pieno rispetto dei reciproci ruoli e delle rispettive competenze, ricercano e sperimentano modalità di raccordo interistituzionale, con l’obiettivo di garantire nella misura massima possibile il Diritto alla Salute e all’Istruzione.
Leggi il testo integrale del protocollo
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04 Aprile 2015
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