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Gemmato contro la regionalizzazione del Ssn: “Riforma del Titolo V del 2001 è il primo male della nostra sanità”. E su vaccini Covid: “Quarta dose a chi non è a rischio non ha senso”

di L.F.

Il sottosegretario alla Salute ha evidenziato anche come ci sia un “problema di dimensionamento e di suddivisione del fondo sanitario nazionale”. E poi critica il Dm 70 del 2015 che ha portato alla chiusura dei piccoli ospedali ma a cui “non è corrisposto ilpotenziamento del territorio”. E poi sulla quarta dose del vaccino Covid: “La facciano solo i fragili, gli anziani e gli immunodepressi”.

09 NOV -

Riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001, definanziamento della sanità e debolezza dell’assistenza territoriale. Sono questi per il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato (FdI) i "tre elementi negativi" che hanno portato il nostro Ssn a subire la pandemia da Covid per l'inadeguatezza del territorio.

In un evento a Roma (dove è intervenuto in collegamento anche il ministro Schillaci) l’esponente del Governo ha bocciato in primis il regionalismo in sanità. “la Riforma del Titolo V della Costituzione è il primo male della nostra sanità. Lo abbiamo visto in pandemia dove ogni Regione faceva Repubblica a parte generando un tasso di confusione e disaffezionamento del popolo italiano nelle Istituzioni. E peggio ancora alla nascita di tutti quei sentimenti negazionisti” perché vedevano scelte diverse tra regione e regione.

Il secondo ‘male’ per Gemmato sono poi gli scarsi investimenti in sanità: “Esiste un problema di dimensionamento e di suddivisione del fondo sanitario nazionale. È evidente che alcune regioni vengono penalizzate creando una sperequazione tra Nord e Sud che è una cosa che grida vendetta”.

L’altra grande criticità per il sottosegretario è poi l’assistenza territoriale: “Il Dm 70 del 2015 (standard ospedalieri ndr.) che ha portato alla razionalizzazione/chiusura dei piccoli ospedali ma a cui non è corrisposto il potenziamento dell’assistenza territoriale”.


Il sottosegretario ha poi annunciato che “sulla revisione della quarantena per le persone con Covid stiamo valutando. Ne parleremo stasera con il ministro Schillaci. Oggi mi vedrò, come tutti i giorni con lui, metabolizzando tutto e cercando di dare risposte”.

Gemmato ha parlato anche di quarta dose: “L'idea di questo ministero è quella di mettere in sicurezza i cluster che hanno dato mortalità. Sono dati di epidemiologia medica, statistici, non si inventa nulla: si vede che i cluster che danno mortalità sono i fragili, gli anziani, gli immunodepressi. Quelle sono le persone alle quali noi consigliamo di vaccinarsi con le dosi di richiamo e lo consigliamo in maniera forte e puntuale. A chi sta bene, a chi si va a riconoscere in un cluster che non dà mortalità, per analisi costo-beneficio, perché vi sono delle reazioni avverse all'assunzione di farmaci e di vaccini, in questo caso l'idea è bilanciare sempre e capire che la vaccinazione va fortemente consigliata ai cluster che danno mortalità. Non ha senso farlo nelle persone che evidentemente non muoiono contraendo il virus, men che meno in quest'epoca storica in cui abbiamo il 2% di occupazione di terapie intensive”.

Il sottosegretario è intervenuto pure sul reintegro dei sanitari no vax: “Abbiamo semplicemente anticipato di sette settimane il fatto che 4mila medici tornino a fare il loro lavoro. Trasferisco una semplice considerazione : molti di loro non sono famigerati no-vax ma persone che avevano fatto la prima e la seconda dose, in più avevano contratto la malattia , e interrogato l'Ordine dei Medici chiedendo se fossero equiparati agli altri cittadini, con il raggiungimento dell'immunizzazione tramite la malattia. Rispetto a questo non è stata data risposta dal ministero precedente . E questi medici, sono stati messi fuori dai ruoli”.

L.F.



09 novembre 2022
© Riproduzione riservata

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