Fumata nera al vertice Governo-Regioni sulla dipendenza per i medici di famiglia. L’accordo sulla riforma per ora non si trova

Fumata nera al vertice Governo-Regioni sulla dipendenza per i medici di famiglia. L’accordo sulla riforma per ora non si trova

Fumata nera al vertice Governo-Regioni sulla dipendenza per i medici di famiglia. L’accordo sulla riforma per ora non si trova
A quanto si apprende sarebbero ancora parecchi i dubbi sulla riforma che per la premier avrebbe il rischio di essere impopolare e vissuta negativamente dai cittadini. Inoltre, Forza Italia, che ha recentemente presentato un suo disegno di legge in cui si mantiene il rapporto in convenzione, non sarebbe per la quale.

Sulla dipendenza dei medici di famiglia “non si è arrivati a nessuna conclusione”. Le parole del Presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Federiga al termine del vertice di Palazzo Chigi sentenziano la fumata nera e su come il Governo non abbia ancora le idee chiare su come procedere alla riforma della medicina generale sui cui tra l’altro i sindacati sono sulle barricate da alcune settimane.

Alla riunione, oltre a Fedriga, alla premier Giorgia Meloni, hanno partecipato anche i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. A quanto si apprende sarebbero ancora parecchi i dubbi sulla riforma che per la premier avrebbe il rischio di essere impopolare e vissuta negativamente dai cittadini. E inoltre la presidente vuole avere un quadro chiaro dell’impatto economico. In più, Forza Italia, che ha recentemente presentato un suo disegno di legge in cui si mantiene il rapporto in convenzione, non sarebbe per la quale: “Noi non la votiamo e non si fanno i blitz” su una materia così delicata, spiega il capogruppo di FI Paolo Barelli parlando in Transatlantico.

La riunione è quindi terminata con un nulla di fatto anche se è stato chiesto di elaborare un testo condiviso tra Salute e Regioni (che a parte qualche sfumatura sono convinte del passaggio alla dipendenza). Se ci sarà unità d’intenti a quel punto si potrà andare avanti.

“Oggi – ha detto Fedriga – non è stato preso nessun orientamento, se mi chiedete un’opinione, penso che dobbiamo valorizzare l’alleanza con la medicina del territorio, che è il primo presidio perché tutto il sistema sanitario funzioni. Quindi la nostra volontà è quella di una collaborazione, di una valorizzazione, ma su questo ovviamente poi, per quanto riguarda le misure da mettere in atto, ci sarà un confronto col governo”, ha aggiunto.

“Se è stata trovata la quadra sulla riforma dei medici di base? Stiamo discutendo, non solo di medici di base, ma anche liste d’attesa e sanità in generale”. Andiamo nella direzione giusta, quella di dare un servizio migliore ai cittadini”, ha affermato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci.

Ma che cosa prevede la riforma sul tavolo?

In primis verrebbe istituita una specializzazione universitaria ad hoc. Poi tutti i nuovi medici passerebbero automaticamente alla dipendenza mentre ai medici di famiglia attuali verrebbe garantita la possibilità di scelta: se rimanere convenzionati o passare alla dipendenza.

Il lavoro dei medici di medicina generale sarebbe di 38 ore settimanali e resterebbe il rapporto fiduciario. Nello specifico per chi ha fino 400 pazienti tutte e le 38 ore sarebbero da dedicare alle attività presso le Case della Comunità o gli altri ambulatori. Per chi ha tra 400 e 1000 pazienti sarebbero invece 26 le ore da dedicare alle strutture pubbliche e 12 ore ai propri assistiti. Tra 1000 e 1200 pazienti (18 ore ai propri assistiti e 20 ore alle strutture), tra 1200 e 1500 (21 ore ai propri assistiti e 17 ore alle strutture) mentre per chi ha oltre 1500 pazienti le ore da dedicare alle Case della Comunità sarebbero 14.

L.F.

12 Febbraio 2025

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