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Covid e Rsa. “Potenziata attività di sorveglianza attiva e di monitoraggio in queste strutture”


Dal Dpcm 17 maggio 2020 al decreto Rilancio, "Il Ministero della salute assicura fin da subito il necessario supporto a favore delle regioni e la conseguente attività di vigilanza, per garantire che il nuovo modello di assistenza territoriale sia attuato, in modo uniforme sul territorio nazionale, mediante i piani regionali, che garantiscano la piena soddisfazione dei bisogni sanitari e la completa presa in carico dei pazienti". Così la sottosegretaria alla Salute Zampa rispondendo all'interrogazione di Cecconi (Misto).

22 MAG - "Nell'ambito delle strategie di prevenzione e controllo dell'epidemia da virus Sars CoV-2, fin da subito è emersa la necessità di prestare massima attenzione nei confronti della popolazione anziana, che rappresenta la popolazione fragile per eccellenza, da proteggere con le più idonee cautele, anche e soprattutto nel corso dell'epidemia di Covid-19. Infatti, la maggior parte dei casi di Covid-19 si manifesta in persone anziane: circa il 60 per cento dei malati ha un'età superiore a 60 anni".
 
Così la sottosegretaria alla Salute Zampa, ricordando i provvedimenti predisposti dal Governo - dal Dpcm 17 maggio 2020 al decreto Rilancio - ed il lavoro predisposto dall'Iss, ha risposto all'interrogazione sul tema presentata da Andrea Cecconi (Misto)
 
Di seguito la risposta integrale della sottosegretaria Zampa:
 
"Nel merito del quesito posto, segnalo che il recentissimo DPCM 17 maggio 2020 all'articolo 9, prevede espressamente al comma 1 che «Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all'interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario vengono riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori».

 
Inoltre, il recente decreto-legge n. 34 del 19 maggio u.s., cosiddetto «Rilancio» all'articolo 1, detta un nuovo modello per potenziare l'assistenza territoriale, mediante piani regionali di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale, rivolgendo massima attenzione ai pazienti non autosufficienti, ai cronici, ai disabili e ai pazienti con disturbi mentali. È previsto, altresì, che le regioni provvedano a potenziare presso le residenze sanitarie assistite e le altre strutture residenziali le attività di sorveglianza attiva e di monitoraggio, anche mediante la collaborazione di medici specialisti in relazione all'esigenza di tutela delle persone assistite.
 
Il Ministero della salute assicura fin da subito il necessario supporto a favore delle regioni e la conseguente attività di vigilanza, per garantire che il nuovo modello di assistenza territoriale sia attuato, in modo uniforme sul territorio nazionale, mediante i piani regionali, che garantiscano la piena soddisfazione dei bisogni sanitari e la completa presa in carico dei pazienti.
 
Per completezza segnalo inoltre che, nell'ambito delle strategie di prevenzione e controllo dell'epidemia da virus SARS CoV-2, fin da subito è emersa la necessità di prestare massima attenzione nei confronti della popolazione anziana, che rappresenta la popolazione fragile per eccellenza, da proteggere con le più idonee cautele, anche e soprattutto nel corso dell'epidemia di COVID-19.
Infatti, la maggior parte dei casi di COVID-19 si manifesta in persone anziane: circa il 60 per cento dei malati ha un'età superiore a 60 anni.
 
Per proteggere la popolazione anziana, l'ISS ha predisposto il documento recante «Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell'infezione da SARS-COV-2 in strutture residenziali sociosanitarie», trasmesso alle Regioni con la Circolare del Ministero n. 13468 del 18 aprile 2020. Le indicazioni vertono principalmente sugli ambiti di prevenzione e preparazione delle strutture alla gestione di eventuali casi sospetti/probabili/confermati di COVID-19. Inoltre, l'Istituto Superiore di Sanità ha avviato dal 24 marzo 2020, una « survey» specifica sul contagio da COVID-19 nelle RSA, per monitorare la situazione ed adottare eventuali strategie di rafforzamento dei programmi di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all'assistenza.
 
La Circolare del Ministero della salute n. 7868 del 25 marzo 2020, recante Aggiornamento delle linee di indirizzo organizzative dei servizi ospedalieri e territoriali in corso di emergenza COVID-19, ha segnalato la necessità di attivare una stretta sorveglianza ed il rafforzamento dei «setting» assistenziali a vantaggio dei pazienti ricoverati nelle RSA.
 
La successiva Circolare del Ministero della salute n. 10736 del 29 marzo 2020, recante Indicazioni ad interim per un utilizzo razionale delle protezioni per infezione da SARS-CoV-2 nelle attività sanitarie e sociosanitarie, nell'attuale scenario emergenziale SARS-COV-2, ha indicato la necessità di dotare il personale delle strutture di dispositivi di protezione individuale (DPI) di livello adeguato al rischio professionale".
 
Fabiola Bologna (Misto), replicando, si è dichiarata soddisfatta della risposta, ricordando il prezzo altissimo che è stato pagato in termini di vite umane, causato anche dalla preparazione inadeguata rispetto all'emergenza sanitaria verificatasi in questi mesi nelle residenze sanitarie assistenziali. Ravvisa, pertanto, la necessità di avviare una riflessione ai fini di un ripensamento del sistema di assistenza, anche offrendo risposte diversificate. Sottolinea che è necessario ripensare il sistema di finanziamento di tali strutture e ampliare l'offerta delle prestazioni che devono essere da loro assicurate. 

22 maggio 2020
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