Assistenza transfrontaliera. Cittadinanzattiva: “Decreto peggiorativo rispetto a situazione attuale”

Assistenza transfrontaliera. Cittadinanzattiva: “Decreto peggiorativo rispetto a situazione attuale”

Assistenza transfrontaliera. Cittadinanzattiva: “Decreto peggiorativo rispetto a situazione attuale”
Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato, ritiene il dispositivo approvato dal Cdm "peggiorativo rispetto a quello già in vigore in Italia, poco attento ai diritti delle persone con disabilità e fonte di ulteriori differenze tra i cittadini delle regioni italiane".

Nonostante il Governo abbia approvato il D.lgs sull’assistenza transfrontaliera entro il  4 dicembre, i pazienti dovranno ancora attendere mesi per poter esercitare concretamente i diritti previsti dalla direttiva europea. E’ l’allarme lanciato da Cittadinanzattiva che ricorda come l’iter sia ancora lungo:  il D.lgs per perfezionarsi deve ricevere il parere della Conferenza Stato-Regioni e delle Commissioni parlamentari competenti di Camera e Senato, “senza considerare che l’elenco delle prestazioni che necessitano di autorizzazione preventiva dovrà essere individuato con specifico e ulteriore Decreto da adottarsi entro 60 giorni dall’entrata in vigore dello stesso Decreto legislativo o nelle more tramite specifiche delibere regionali con conseguenti e  possibili difformità sul territorio nazionale”.

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, dipinge un quadro fosco e individua una serie di criticità, sottolineando che “il sistema delineato sembra essere peggiorativo rispetto a quello già in vigore in Italia, poco attento ai diritti delle persone con disabilità e fonte di ulteriori differenze tra i cittadini delle regioni italiane”. E non risparmia una frecciata: “Certamente se fossimo stati coinvolti nell’attività di stesura del decreto, così come formalmente annunciato dallo stesso Ministero il 24 ottobre scorso, il risultato sarebbe stato certamente migliore. Ci auguriamo a questo punto che le commissioni parlamentari prevedano specifiche audizioni e che in questo modo possano recepire le nostre criticità e proposte”.

Il Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva ha inoltre individuato una serie di specifiche criticità:
Viene previsto che i cittadini anticipino i costi dell’assistenza, e che l’eventuale differenza tra la tariffa italiana e quella del paese europeo sia a carico sempre dei cittadini. Ciò in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando potrà esser fatto solo da poche persone, quelle con maggiori possibilità economiche;


Le Regioni italiane più virtuose che garantiscono ai propri cittadini livelli di assistenza regionali ulteriori potranno decidere di rimborsare anche queste prestazioni. E’ evidente che invece quei cittadini residenti in Regioni che non garantiscono livelli aggiuntivi di assistenza continueranno a vivere anche in Europa quelle discriminazioni che già oggi vivono sul territorio nazionale;


I costi sostenuti per l’assistenza ricevuta in Europa verranno rimborsati secondo le relative tariffe regionali, con il rischio che per una stessa prestazione ricevuta si possano rimborsare somme differenti da Regione a Regione con ulteriore discriminazione tra cittadini;


Non esiste un obbligo per tutte le Regioni di rimborsare le spese di viaggio, alloggio e le spese supplementari nel caso di persone con disabilità: ciascuna Regione potrà decidere se farlo o meno, con conseguenti discriminazioni tra cittadini. Molto grave non aver sancito l’obbligo del rimborso per le spese supplementari delle persone con disabilità che necessitano dell’accompagnatore per lo spostamento;


Ancora troppa burocrazia. E’ prevista una prima domanda alla ASL solo per capire se la prestazione è soggetta o meno ad autorizzazione preventiva a cui devono seguire altri passaggi burocratici;


Nessuna valorizzazione delle competenze ormai maturate delle Organizzazioni civiche e delle Associazioni di pazienti, alle quali tra l’altro non è stato assegnato alcun ruolo;


Nessuna previsione di una campagna nazionale di informazione sui diritti sanciti dalla Direttiva europea.

05 Dicembre 2013

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