Autonomie regionali. Question time di Stefani: “Nessun effetto svantaggioso per altre Regioni”

Autonomie regionali. Question time di Stefani: “Nessun effetto svantaggioso per altre Regioni”

Autonomie regionali. Question time di Stefani: “Nessun effetto svantaggioso per altre Regioni”
"È sbagliato considerare l'attribuzione delle risorse come una sorta di potenziale rischio, un danno per le regioni più svantaggiate, le quali comunque resteranno sempre garantite da quello che è un principio sicuramente di solidarietà nazionale". Così la ministra per gli Affari regionali e le Autonomie rispondendo oggi alla Camera a due question time sull'intesa relativa all'autonomia differenziata per le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

"La spesa dello Stato per tutti gli altri territori regionali non interessati dall'autonomia differenziata continuerà a rimanere la stessa, senza subire alcuna diminuzione, come invece sembrano ventilare alcune preoccupazioni. È sbagliato, in realtà, considerare l'attribuzione delle risorse come una sorta di potenziale rischio, un danno per le regioni più svantaggiate, le quali comunque resteranno sempre garantite da quello che è un principio sicuramente di solidarietà nazionale".
 
Questa la rassicurazione della ministra per gli Affari regionali e le Autonomie Erika Stefani, che ha risposto oggi pomeriggio in Aula alla Camera ai question time di Federico Conte (Leu) e Carmela Bucalo (FdI), sull'intesa relativa all'autonomia differenziata per le regioni Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.
 
"Mi piace comunque ricordare, per quanto riguarda l'indicazione relativa ai livelli delle prestazioni, che, a quarant'anni dalla riforma, casi virtuosi della sanità, che hanno saputo coniugare universalità, garanzia delle prestazioni e gestione regionale, sono ormai nel novero della nostra storia: è un modello di successo, che ha visto quindi protagoniste, pur con luci ed ombre, le regioni. In questo senso, quindi, le richieste, ad esempio, in materia di sanità si collocano all'interno di un percorso che ha saputo garantire livelli essenziali delle prestazioni di assoluto livello, e che costituirà un modello anche per le altre materie richieste da alcune regioni, quali, per esempio, l'istruzione ed il lavoro, sulle quali le regioni stesse, nel formulare la richiesta, hanno ribadito l'obiettivo di un comune standard da garantire su tutto il territorio nazionale. Voglio poi ricordare che l'autonomia mira a sviluppare un principio di responsabilità degli amministratori nei confronti dei cittadini, e quindi l'attribuzione degli ulteriori spazi di autonomia è una sfida a far lavorare meglio lo Stato e le istituzioni che lavorano nello Stato. Per fugare poi alcune preoccupazioni che sono riferite anche nell'interrogazione, ritengo e confermo ancora che, per la parte finanziaria, non vi sarà un'incisione su quella che è la situazione delle altre regioni", ha proseguito la ministra.
 
"Per quanto riguarda il livello delle prestazioni minime da erogare in modo uniforme sul territorio nazionale, in ogni caso non si potrebbe provvedere all'individuazione delle stesse se non con una previa individuazione delle prestazioni dei servizi medesimi, e l'individuazione delle prestazioni risulterà all'esito proprio della trattativa e dall'intesa. Non vi è dubbio comunque – ça va sans dire – che l'articolo 120 della Costituzione c'è, e dev'essere rispettato. Comunque sono ben lieta, perché i tempi sono sempre molto limitati, di potermi confrontare con gli illustri colleghi al fine di valutare ed approfondire meglio la questione", ha aggiunto Stefani rispodendo a Federico Conte (Leu).
 
"È stato dato avvio ad un'istruttoria che è veramente molto complessa e che è cominciata nel momento in cui io mi sono insediata, ma che parte già da un lavoro svolto dal precedente Governo con la stipula delle pre-intese. Oggi siamo in una fase, che io mi auguro, possa essere proprio una fase finale. Però, è ancora in divenire, vi è un processo in divenire e, pertanto, a mio avviso, rendere pubbliche le minute della trattativa forse potrebbe anche far venir meno la serietà stessa della trattativa, perché, è ovvio, alla conclusione vi sarà un prodotto fatto e confezionato. Il processo, come detto, è ancora in corso".
 
"Per quanto riguarda, invece, la parte relativa alle preoccupazioni sull'incidenza che potrebbe avere il riconoscimento dell'autonomia nei confronti di tutto quello che è l'assetto dello Stato, io qui mi sento forte di poter dire e garantire – perché altrimenti saremmo di fronte sicuramente ad un atto inconsulto – che non vi sarà nessun tipo di problematica e di effetto svantaggioso nei confronti delle altre regioni. Come dicevo, l'attribuzione delle competenze verrà fatta sulla base di quello che è il costo storico, cioè quello che è il costo che attualmente lo Stato sostiene per l'esercizio di quella funzione all'interno della regione; quindi, è come se il saldo generale restasse sempre pari. Vi è poi un momento di superamento che arriverà sui fabbisogni standard, che si applicheranno, però, su tutto lo Stato. Il processo dei fabbisogni standard è già in corso, vi sono già dei lavori, c'è già una commissione nata sulla scorta, insomma, della legge n. 42 sul federalismo fiscale. Io mi richiamo poi per le altre considerazioni a quanto appena risposto alla precedente interrogazione", ha concluso Stefani rispondendo al question time di Carmela Bucalo (FdI).

09 Gennaio 2019

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