Biotestamento. Presentati 3.000 emendamenti in Commissione. L’approdo del testo in Aula al Senato slitta a settembre

Biotestamento. Presentati 3.000 emendamenti in Commissione. L’approdo del testo in Aula al Senato slitta a settembre

Biotestamento. Presentati 3.000 emendamenti in Commissione. L’approdo del testo in Aula al Senato slitta a settembre
A spiegarlo è la presidente della Commissione Sanità Emilia Grazia De Biasi. "Credo che 3.002 emendamenti siano concretamente impossibili da valutare in commissione. Avanzo una proposta: se il loro numero resterà tale, si vada direttamente in Aula senza il mandato del relatore, per passare cioè ad un esame degli emendamenti direttamente da parte dell'Aula". 

"Tremila emendamenti sono stati presentati al provvedimento sul Biotestamento all'esame della commissione Sanità del Senato: con tale premessa, è molto probabile che l'esame del testo da parte dell'Aula slitti a settembre". Lo ha affermato all'Ansa la presidente della commissione Sanità, Emilia Grazia De Biasi.
 
"Domani – ha spiegato De Biasi – riprendiamo l'esame in commissione: sono previsti interventi per il dibattito generale e poi l'illustrazione degli emendamenti; si dovrà quindi attendere il parere della commissione Bilancio e si procederà quindi alla votazione degli emendamenti. Dubito che si riesca a fare tutto prima della pausa estiva". 
 
I gruppi che hanno presentato il maggior numero di modifiche, spiega la presidente della XII Commissione, "sono Forza Italia e Ap. Sappiamo che ci sono diverse forze politiche che hanno molto da ridire su questo. In ogni caso il Pd – aggiunge – mi sembra orientato a votare questa legge nel migliore dei modi possibili".


 


"Noi cercheremo di fare il più presto possibile. Abbiamo chiesto di ridurre gli interventi in discussione generale, ho chiesto di ridurre gli emendamenti, dopodiché le giornate sono di 24 ore. Abbiamo fatto anche sedute notturne e nel caso continueremo a farlo ma le regole democratiche vogliono che ci sia anche il tempo per la discussione".


 


Quanto poi all'ipotesi di andare in Aula senza il mandato al relatore: "Il dovere di un presidente di Commissione – risponde – è quello di portare a termine il lavoro di Commissione per poi portarlo istruito in Aula. Certo, andare in Aula senza il mandato al relatore è sempre una possibilità: se ci fosse un ostruzionismo che ad esempio impedisce di prendere delle decisioni per tempo. E' chiaro che a quel punto si porrà il problema. Ma come sempre in politica bisogna esperire prima di tutto le strade regolamentari. Dopodiché se questo metodo non funzionerà, sicuramente il presidente del Senato e i capigruppo non mancheranno di mandare il provvedimento in aula senza mandato al relatore".

25 Luglio 2017

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