Camerae Sanitatis. Intervista a Sandra Zampa: “Le cose vanno male. Liste d’attesa peggiorate e personale allo stremo. Serve una svolta su territorio e pediatria”

Camerae Sanitatis. Intervista a Sandra Zampa: “Le cose vanno male. Liste d’attesa peggiorate e personale allo stremo. Serve una svolta su territorio e pediatria”

Camerae Sanitatis. Intervista a Sandra Zampa: “Le cose vanno male. Liste d’attesa peggiorate e personale allo stremo. Serve una svolta su territorio e pediatria”

La senatrice del Pd critica il bilancio del Governo sulla sanità: “I cittadini ci dicono che le cose non funzionano”. Nel mirino liste d’attesa, pronto soccorso, carenza di personale e ritardi del Pnrr e disuguaglianze nell’accesso alle cure, soprattutto pediatriche. Sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale: “Provvedimento confuso”

“Le cose vanno male”. Dalle liste d’attesa ai pronto soccorso, passando per la carenza di personale, i ritardi del Pnrr e le disuguaglianze nelle cure pediatriche, è un quadro fortemente critico quello tracciato dalla senatrice del Pd Sandra Zampa nel corso del Policy Conversation di Camerae Sanitatis. Nel mirino dell’esponente dem il mancato rafforzamento della sanità territoriale e le difficoltà crescenti del Servizio sanitario nazionale.

Liste d’attesa e pronto soccorso

Per Zampa il giudizio sulle politiche sanitarie deve partire prima di tutto dai cittadini. “Sono loro il vero punto su cui si testano le politiche per la salute”, ha spiegato, sottolineando come qualunque provvedimento debba misurarsi con le ricadute concrete sulla qualità della vita delle persone. “Ascoltando i cittadini la risposta è che le cose non funzionano e che il lavoro che il Governo ha fatto, o ha tentato di fare, non ha riportato risultati tangibili”.

La senatrice ha indicato nelle liste d’attesa uno degli esempi più evidenti delle difficoltà del sistema: “Parliamo di un provvedimento votato nel 2024. Dopo un anno e mezzo le liste d’attesa sono ovunque peggiorate, i tempi che costringono i cittadini ad aspettare sono grandissimi”.

Una situazione che, secondo Zampa, pesa sulle Regioni e sugli ospedali: “Gli ospedali sono assaliti e i tempi di attesa al pronto soccorso sono un’esperienza drammatica quasi dappertutto”.

“Il personale tiene in piedi la sanità con le unghie e con i denti”

Al centro delle criticità anche la condizione del personale sanitario. “Medici, infermieri e operatori sono quelli che tengono in piedi la sanità con le unghie e con i denti”, ha affermato la senatrice, raccontando le difficoltà vissute quotidianamente nei reparti: “Turni lunghissimi, persone a cui viene richiesto di pensare a tutto, specializzandi sottoposti a impegni gravosissimi. Basta che manchi qualche infermiere perché si entri subito in crisi nei reparti”.

Secondo Zampa il problema non riguarda soltanto il piano economico. “Si ha l’impressione che spesso non si sentano riconosciuti nel loro ruolo e nelle loro responsabilità”, ha osservato, auspicando un confronto “molto serio e molto aperto” tra il ministro Schillaci e gli operatori sanitari.

Pnrr: “Bilancio desolante sulla sanità”

Critiche anche all’attuazione del Pnrr sul fronte sanitario. “Il peggiore di tutti è sicuramente quello che riguarda la sanità”, ha dichiarato Zampa, parlando di un “bilancio desolante” sulle Case di comunità. Secondo la parlamentare, anche sul Fascicolo sanitario elettronico “c’è qualcosa di più”, ma non risultati sufficienti, mentre sugli obiettivi della sanità sociale e della non autosufficienza “la prova non è stata superata”.

Per la senatrice anche le risorse stanziate, come “finalmente certificato dalla Corte dei Conti, sono servite semplicemente a coprire l’aumento delle spese”, senza produrre “nuovo pensiero” né obiettivi concreti raggiunti.

Farmaceutica: “Sostenere innovazione e Servizio sanitario”

Sul fronte delle deleghe in discussione in Parlamento, Zampa ha distinto il provvedimento sulla farmaceutica dagli altri dossier aperti. “Parliamo di un settore straordinariamente importante dove si misura davvero la capacità di innovazione della scienza”, ha spiegato, sottolineando come i farmaci innovativi abbiano costi molto elevati ma siano spesso indispensabili perché “salvano la vita”.

Da qui, secondo la senatrice, la necessità di tenere insieme sostegno all’innovazione, valorizzazione delle aziende del settore e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.

“La riorganizzazione territoriale è un pasticcio”

Molto più duro il giudizio sul disegno di legge per la riorganizzazione dell’assistenza territoriale. “Non se ne comprendono gli obiettivi, non si capisce perché sia stato fatto. È un pasticcio dove c’è dentro di tutto”, ha dichiarato. Secondo Zampa il testo è “confuso”, contiene “parti incomprensibili” e soprattutto non ha risorse definite. Nel mirino anche la previsione degli ospedali di terzo livello che, secondo la parlamentare, “sottraggono competenze e risorse agli Irccs e alle Regioni”.

“Si continua a dire che le liste d’attesa sono colpa delle Regioni, ma poi si approvano provvedimenti che sottraggono risorse proprio alle Regioni”, ha osservato.

Regioni e sindacati contro il provvedimento

La senatrice ha ricordato come durante le audizioni parlamentari tutti i sindacati ascoltati abbiano chiesto il ritiro del provvedimento, insieme ad associazioni del settore sanitario. Ma soprattutto, ha sottolineato, “la Commissione Salute della Conferenza Stato-Regioni ha chiesto la sospensione del provvedimento”, contestando al ministero il mancato rispetto della clausola di leale collaborazione. “E non si può dire che le Regioni siano tutte di centrosinistra”, ha aggiunto Zampa, spiegando che un testo di questo tipo rischia di “dare il colpo finale a un Servizio sanitario già in enorme sofferenza”.

Nel mirino nuovamente gli ospedali di terzo livello che, secondo la senatrice, “risponderebbero al ministero e non più alle Regioni”.

Medicina generale e carenza di medici

Sul tema della medicina generale, Zampa si è soffermata sulla riforma presentata dal ministro Schillaci, definendola “una riforma molto forte” soprattutto per quanto riguarda il possibile passaggio alla dipendenza dei medici di medicina generale. “Su questo si può discutere”, ha spiegato la senatrice, sostenendo però che si possano trovare “soluzioni più consone alle richieste dei medici”, anche attraverso il rinnovo delle convenzioni, senza considerare automaticamente la dipendenza come l’unica strada possibile.

Il punto più urgente riguarda però la formazione. La senatrice ha detto di condividere pienamente la richiesta degli specializzandi di riformare radicalmente la specializzazione in medicina generale per renderla più attrattiva ai giovani. “Bisogna portare molti più giovani ad aver voglia di fare il medico di medicina generale, perché presto avremo a che fare con i pensionamenti dei medici”, ha affermato, sottolineando come quella possa essere una misura da avviare immediatamente “se davvero si vuole cominciare a dare una risposta”.

Più in generale, però, la senatrice ha espresso forti dubbi sull’esito dell’intero percorso di riforma. “Manca un anno alla fine della legislatura”, ha osservato, ricordando che già il disegno di legge delega contiene “deleghe generiche”, senza contenuti definiti, e che “sono stati totalmente esautorati il Parlamento e tutti i soggetti coinvolti”.

Sulla medicina generale poi c’è un’alzata di scudi di tutti i sindacati, ha aggiunto: “Procedendo così, dopo un anno temo che si debba dire che non si è prodotto nulla”.

“Dopo il Covid abbiamo abbassato la guardia”

A preoccupare Zampa è anche il rischio che, dopo la pandemia, si sia ridotta l’attenzione verso il Servizio sanitario nazionale. “Se c’era un settore su cui non bisognava abbassare la guardia era proprio questo”, ha affermato, ricordando le difficoltà vissute negli anni del Covid e sostenendo che invece di moltiplicare gli sforzi “abbiamo assistito esattamente al contrario”.

Disuguaglianze pediatriche: “Parliamo di vita o di morte”

Ampio spazio, infine, al tema delle diseguaglianze territoriali nelle cure pediatriche, uno scenario critico come testimoniato anche un documento presentato dall’Accademia dei Lincei. “Le disuguaglianze nella sanità sono una cosa vergognosa in generale, ma quando parliamo di bambini parliamo di vita o di morte”, ha dichiarato la senatrice.

Zampa ha denunciato la mancanza, in alcune Regioni, di tecnologie e strutture adeguate per affrontare emergenze neonatali e patologie pediatriche gravi. “Ci sono disuguaglianze che significano un’aspettativa di vita inferiore per chi nasce in una Regione piuttosto che in un’altra”.

“Un piano straordinario per la pediatria”

Da qui la proposta di un piano straordinario di investimenti sulla pediatria, dalle tecnologie per la neonatologia alle cure oncologiche pediatriche fino alle cure palliative. “La cosa più triste è dover prendere atto che non ci sono cure palliative pediatriche e hospice pediatrici in molte aree del Paese”, ha affermato. Per Zampa servirebbe “un investimento straordinario” e anche le risorse del Mes potrebbero essere utilizzate “per colmare una delle peggiori disuguaglianze di cui possiamo parlare”.

La senatrice ha infine auspicato che il tema venga affrontato in Parlamento in occasione della Giornata dell’infanzia 2026, chiedendo al Ministero della Salute “di farsi davvero carico di questo problema”.

Ester Maragò

08 Maggio 2026

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