Caso Nicole. Lorenzin in TV: “Chi non attua le leggi verrà sostituito dal Ministero. Nessuna deroga per i punti nascita sotto i 500 parti annui: vanno chiusi”

Caso Nicole. Lorenzin in TV: “Chi non attua le leggi verrà sostituito dal Ministero. Nessuna deroga per i punti nascita sotto i 500 parti annui: vanno chiusi”

Caso Nicole. Lorenzin in TV: “Chi non attua le leggi verrà sostituito dal Ministero. Nessuna deroga per i punti nascita sotto i 500 parti annui: vanno chiusi”
L’errore umano rientra nella casistica, ma possiamo scongiurarlo con i protocolli, invece il caso di Nicole riguarda l’organizzazione sanitaria e questo è inaccettabile. Non doveva verificarsi. E la preoccupazione è che si ripeta un’altra volta. Così Lorenzin intervenuta alla trasmissione "Fatti vostri" condotta da Magalli su Rai Due

Parte da un distinguo importante il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin intervenuta questa mattina alla trasmissione i “Fatti Vostri” condotta da Magalli su Rai due. Se anche i dati parlano di 66 denunce di malasanità in un anno, ossia 1 ogni 10 posti letto, bisogna sempre tenere ben presente che il Ssn eroga miliardi di prestazioni sanitarie in un anno. In questo scenario bisogna qundi separare i casi di errore umano, comunque da scongiurare, da quelli che derivano da deficit dell’organizzazione. Deficit non più tollerabili. Proprio come quelli che si sono verificati a Catania con la piccola Nicole.
E ancora più intollerabili in Sicilia, non solo perché sono disponibili 114 posti letto per la terapia intensiva neonatale, ossia 34 in più rispetto al valore previsto, ma anche perché a Catania la rete dell’urgenza prevista dal 2010, manca.
 
Per questo chi sbaglia e non applica le leggi verrà sostituito dal Ministero. E non saranno più concesse deroghe agli amministratori che non chiudono le strutture che effettuano meno di 500 parti l’anno: “Sono pericolose”.
 
Parla in duplice veste il ministro Lorenzin, come rappresentante istituzionale, ma anche come mamma in attesa di due gemelli.
 
“L’errore umano ci può essere – ha detto nel corso della trasmissione –  rientra nella casistica, ma possiamo scongiurarlo attuando i protocolli, invece il caso di Nicole riguarda l’organizzazione sanitaria e questo è inaccettabile. Non doveva verificarsi. E la preoccupazione è che si ripeta un’altra volta. In Sicilia ci sono ben 114 posti letto per la neonatologia ossia 34 in più rispetto a quanto previsto. Dalle prime indagini è emersa quindi un’ Inappropriatezza del ricovero. Non è possibile che un bimbo non venga trattato perché non c’è un posto letto, ossia una culla. Anche perché c’è tutta una rete di assistenza che deve essere garantita nel percorso nascita e che prevede la rete dell’urgenza che funziona anche a prescindere dalla “culla”. Una rete che prevede l’invio dell’ambulanza attrezzata con la culla neonatale e un neonatologo a bordo che tratta immediatamente il bimbo, lo stabilizza e poi si decide il trasferimento in ospedale. A Catania non c’era la rete dell’urgenza”.
 
Una rete prevista dalla legge del 2010 la cui applicazione è stata rinviata dalla Regione Sicilia. “Abbiamo applicato un protocollo che vale in tutta Italia e non è stato applicati. Questo fa la differenza tra vivere e morire”.
 
Lorenzin ha poi toccato il problema della chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti annui. “Devo essere chiara, partorire in queste strutture è pericoloso. Non ci saranno più deroghe per gli amministratori: queste strutture vanno chiuse”.  Non solo ha aggiunto: “Ho chiesto ad Agenas di monitorare i lea in tutte le Regioni a cominceremo dai punti nascita: chi non è in regola verrà sostituito dal ministero”.
 
La rete dell’urgenza salva la vita, ha poi ricordato Lorenzin: “La golden hour ti salva la vita, è tutto. I posti letto si “fabbricano”, l’assenza del posto letto non è una giustificazione. Ma la rete dell’urgenza è indispensabile serve l’ambulanza con la culla a bordo e la presenza del specialista neonatologo. A Catania ci sono state una sequela di disservizi che hanno portato a questo Al posto della mamma potevo esserci io. Voglio che a tutte le donne e ai bambini venga sempre garantita assistenza uguale in tutta Italia”.

18 Febbraio 2015

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