Cefalea cronica invalidante. In Gazzetta Ufficiale le linee d’indirizzo per i progetti regionali

Cefalea cronica invalidante. In Gazzetta Ufficiale le linee d’indirizzo per i progetti regionali

Cefalea cronica invalidante. In Gazzetta Ufficiale le linee d’indirizzo per i progetti regionali
Dopo il riconoscimento di legge nel 2020 della Cefalea cronica invalidante come “malattia sociale” e l’approvazione dalla Conferenza Stato Regioni, il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n 167 del 19 luglio. Le Regioni posso partire per la realizzazione dei progetti regionali finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico LA GAZZETTA UFFICIALE

Si chiude il cerchio per la cefalea primaria cronica, patologia neurologica invalidante, spesso sottovalutata e con un impatto economico e sociale rilevante. Riconosciuta dalla legge n 81 del 14 luglio 2020 come “malattia sociale” ha ingranato la marcia con l’approvazione in Conferenza Stato Regioni del Decreto del ministero della Salute “Linee di indirizzo per la realizzazione dei progetti regionali finalizzati a sperimentare metodi innovativi di presa in carico delle persone affette da cefalea primaria cornica”. E ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale n 167 del 19 luglio, le Regioni posso partire per implementare la sua presa in carico.

Sul piatto ci sono in totale 10 milioni di euro (per il 2023 e il 2024) necessari alle Regioni per mettere in atto progetti per la sperimentazione di metodi innovativi di presa in carico di quanti sono colpiti da cefalea primaria cronica, “accertata da almeno un anno con diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee che ne attesti l’effetto invalidante”.

I progetti regionali dovranno avere durata biennale (2023 e 2024), essere approvati dalle Giunte regionali entro e non oltre la fine del 2023 e presentati alla Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero della Salute. Al termine del periodo di sperimentazioni le Regioni dovranno tirare le somme e stilare entro il 31 gennaio del 2025 una relazione finale dei risultati raggiunti che saranno valutati dal Ministero. Le Regioni inadempienti non potranno accedere al riparto delle risorse disponibili calcolato sulla base delle popolazione residente.

E.M.

E.M.

20 Luglio 2023

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