Ciao 2013/6. Cozza (Cgil Medici): “Peggiorate le condizioni di lavoro. Patto salute metta al centro operatori sanitari”

Ciao 2013/6. Cozza (Cgil Medici): “Peggiorate le condizioni di lavoro. Patto salute metta al centro operatori sanitari”

Ciao 2013/6. Cozza (Cgil Medici): “Peggiorate le condizioni di lavoro. Patto salute metta al centro operatori sanitari”
Non è stato affrontato il tema della responsabilità professionale, nè è stata trovata una soluzione adeguata per i giovani specializzandi tagliati fuori dalla possibilità di lavorare in futuro nel servizio pubblico. Se la mancanza di risposte da parte del governo dovesse proseguire, meglio tornare alle urne

Si è evitata l'introduzione di un nuovo ticket ma si sono registrati tagli al personale che ha visto complessivamente peggiorare le proprie condizioni di lavoro con turni sempre più massacranti e minore sicurezza. Non è stato affrontato il tema della responsabilità professionale e non si è trovata soluzione adeguata per gli specializzandi. Se la mancanza di risposte da parte del governo Letta dovesse persistere, meglio cambiare la legge elettorale e tornare alle urne. Questo, in sintesi, il pensiero di Massimo Cozza, segretario della Fp Cgil Medici.

Dottor Cozza, tracciamo un bilancio di questo 2013?
L'anno che ci lasciamo alle spalle ha un bilancio finale negativo. Al di là degli annunci ancora una volta c'è stato un ulteriore taglio alla sanità di 1miliardo e 150mln sul personale, anche se è stato evitato il nuovo ticket. Il potenziamento del territorio è rimasto sulla carta così come la riqualificazione delle rete ospedaliera. Non sono stati rinnovati i contratti e le convenzioni, fermi dal 1 gennaio 2010, e le retribuzioni sono state congelate. Le condizioni di lavoro sono peggiorate con turni di lavoro sempre più massacranti, senza adeguati riposi e con minor sicurezza nelle cure. Abbiamo dovuto registrare gravissimi episodi sul lavoro a partire dalla collega psichiatra uccisa a Bari. Non è stato affrontato il tema cruciale della responsabilità professionale e della tutela assicurativa con le conseguenze della medicina difensiva, senza neanche l'attuazione degli strumenti insufficienti previsti nella legge Balduzzi. E la trasmissione sulla Rai dello spot di Obiettivo Risarcimento rischia di aumentare il contenzioso. Sul fronte del precariato non ci sono state risposte definitive ma siamo almeno riusciti ad ottenere la possibilità per le Regioni di una proroga. Una nuova falla è stata creata nella formazione con l'incredibile riduzione delle risorse per la specializzazione e per i corsi per la medicina generale con la beffa di migliaia di giovani medici tagliati fuori dalla possibilità di poter lavorare in futuro nel servizio pubblico.

A chi attribuisce le principali responsabilità per questo bilancio negativo?
Le responsabilità dell'insuccesso sono della politica, e sopratutto di chi ha avuto ruoli di Governo. Il tema sanità viene affrontato solo quando si parla di tagli e di spending review . Mancano un disegno ed una volontà di rilancio del servizio sanitario nazionale nel necessario cambiamento. E' infatti venuto il tempo di superare il Titolo V e l'attuale sistema azienda.

Pensa che nel 2014 potranno essere risolti i problemi insoluti, e quali sono le priorità da affrontare?
Il 2014 si apre con una importante occasione di rilancio della sanità rappresentata dal Patto per la salute, che deve vedere protagonista anche chi quotidianamente opera sul fronte per garantire le prestazioni sanitarie. Dovrebbe avviarsi la stagione dei rinnovi contrattuali ma il percorso dovrà prevedere anche la parte economica e non solo quella normativa, affrontando in primo luogo lo sviluppo professionale e l'orario. Dovrà inoltre concretizzarsi una normativa risolutiva sul precariato, così come concordato a dicembre con il Governo. Infine si devono valorizzare le diverse professionalità nella chiarezza delle responsabilità, avendo come stella polare la salute dei cittadini, non il risparmio.

Per farlo basta questo governo o pensa che sia meglio andare al voto?
Penso che in primo luogo si debba avere una legge elettorale che sia rigorosa nel rispetto dei principi costituzionali, garantendo ai cittadini il diritto di esprimersi. Poi se la mancanza di risposte da parte del Governo Letta persiste, allora è necessario andare al voto nella chiarezza dei programmi per una svolta profonda nel Paese a partire dalla politica economica, riducendo in primo luogo la pressione fiscale sul lavoro dipendente e sui redditi da pensione.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

03 Gennaio 2014

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