Ciao 2013/8. Fucci (FI). “Giudizio appena sufficiente. Legge elettorale e poi al voto”

Ciao 2013/8. Fucci (FI). “Giudizio appena sufficiente. Legge elettorale e poi al voto”

Ciao 2013/8. Fucci (FI). “Giudizio appena sufficiente. Legge elettorale e poi al voto”
Nonostante le promesse, molte, e le aspettative i risultati raggiunti dalla politica sono decisamente scarsi. Per questo secondo Benedetto Fucci, esponente di FI e componente della Commissione sanità di Montecitorio, è necessario tornare al voto. Non prima però di aver fatto una legge elettorale e magari anche una legge sul rischio clinico

“Se devo esprimere un giudizio sincero questo non può che essere appena sufficiente”. Benedetto Fucci, FI, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera, non si nasconde e ammette che la politica non riesce a dare quelle risposte che l’elettorato chiede e si aspetta. Per questo si augura che si torni presto al voto. Però con una nuova legge elettorale. Nel frattempo sarebbe utile mettere mano alla riforma del Titolo V e anche ad una materia come il rischio clinico, ridisegno della rete ospedaliera e riforma della medicina del territorio.
 
Onorevole Fucci perché il bilancio di questo 2013, che coincide quasi per intero anche con il primo anno di legislatura,  è a suo giudizio appena sufficiente?
Perché sono state fatte molte promesse e molte aspettative sono andate deluse. E così ad oggi in sanità non ci sono stati interventi risolutivi in quei settori che avevano bisogno di essere affrontati.
 
Quali interventi si aspettava?
La questione responsabilità medica resta ancora un pilastro fondamentale da affrontare e se non lo si fa non si riporterà quel clima di fiducia tra medico e paziente indispensabile per tornare a parlare di sanità a misura d’uomo. Questo argomento lo stiamo affrontando in maniera competente nell’ambito della Commissione Affari Sociali. Abbiamo concluso da poco la fase delle audizioni e spero che si arrivi preso ad un testo unificato che riunisca le varie proposte in materia, per poi farlo approdare in Aula. Non è più possibile differire tali questioni.
 
E se dovesse indicare altre priorità?
Mettere mano alla rete ospedaliera nazionale. Riformare la medicina del territorio che deve rappresentare il punto di maggior valenza di qualunque riforma sanitaria. Se non si crea un filtro serio tra i territori e l’ospedale, questi non resteranno solo un punto di riferimento per gli acuti ma saranno un punto di riferimento per qualsiasi problema di tipo sanitario.
C’è poi da rivedere la Riforma del titolo V. Perché lasciare alle regioni la completa indipendenza ed autonomia nelle questioni sanitarie si è rivelato, secondo me, fallimentare.
 
Pensa che questo Governo abbia la forza per dare queste risposte o è meglio tornare alle urne?
Mi augurerei di sì ma non lo so. Il Ddl Lorenzin sarà comunque un’ottima occasione per affrontare le problematiche in maniera concreta lasciando da parte le buone intenzioni e addivenendo anche a conclusioni che possano ridare serenità a tutto il comparto.
Guardo però con pessimismo alle reali possibilità che ha questo Governo di realizzare quanto poc’anzi detto. La priorità impellente è mettere mano ad una legge elettorale che consenta agli elettori di tornare ad essere protagonisti sulla scena politica. Poi subito dopo si torni al voto per dare la possibilità di eleggere un Parlamento ed un Governo autorevole in grado di offrire risposte alle reali necessità del Paese. 

Stefano Simoni

03 Gennaio 2014

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