Coronavirus. Anche Mmg potranno certificare requisiti per assenza dal lavoro dei pazienti fragili. Plauso di Cittadinanzattiva e Fimmg 

Coronavirus. Anche Mmg potranno certificare requisiti per assenza dal lavoro dei pazienti fragili. Plauso di Cittadinanzattiva e Fimmg 

Coronavirus. Anche Mmg potranno certificare requisiti per assenza dal lavoro dei pazienti fragili. Plauso di Cittadinanzattiva e Fimmg 
Gaudioso e Scotti: “Bene il percorso di modifica e integrazione dell’articolo 26. Ora il Parlamento chiuda in tempi rapidi il percorso di approvazione”. La disposizione tutela i lavoratori in possesso di attestato di disabilità grave (Legge 104), quindi maggiormente esposti a rischio di contagio da COVID-19, stabilendo che il periodo di assenza dal lavoro, prescritto dalle “competenti autorità sanitarie”, è equiparato a ricovero ospedaliero. L’articolo prevede quindi una maggior tutela rispetto alla semplice assenza dal lavoro per malattia anche attraverso l’obbligo di non allontanarsi dal proprio domicilio.

“Bene per i passi compiuti sin qui in favore delle categorie più esposte a rischio, ora il Parlamento completi in tempi rapidi il percorso di approvazione”. Antonio Gaudioso (CitatadinanzAttiva) e Silvestro Scotti (FIMMG), commentano con favore i progressi fatti in merito alla modifica dell’articolo 26 del Decreto-legge “Cura Italia”.
 
La disposizione tutela i lavoratori in possesso di attestato di disabilità grave (Legge 104), quindi maggiormente esposti a rischio di contagio da COVID-19, stabilendo che il periodo di assenza dal lavoro, prescritto dalle “competenti autorità sanitarie”, è equiparato a ricovero ospedaliero. L’articolo prevede quindi una maggior tutela rispetto alla semplice assenza dal lavoro per malattia anche attraverso l’obbligo di non allontanarsi dal proprio domicilio.
 
Cittadinanzattiva e le realtà del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici hanno naturalmente accolto favorevolmente questa previsione volta a tutelare i lavoratori più fragili e con disabilità. Ma sin dal primo momento hanno anche sottolineato una grande criticità: la chiara esclusione, prevista dal decreto legge originario in conversione oggi alla Camera, dei medici di famiglia tra i soggetti deputati ad avviare la procedura utile al lavoratore per l’assenza precauzionale.

“Il medico di famiglia è un punto di riferimento fondamentale, soprattutto in questo momento di emergenza, senza dimenticare che è da sempre vicino ai cittadini in tutte le realtà in termini di relazione di conoscenza assistenziale sia logistica, e questo garantisce e protegge sia il paziente fragile da un possibile contagio con tassi di morbosità e mortalità alti per questi pazienti sia tutti noi», ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva, «per questo abbiamo chiesto alla Fimmg di sostenere e fare propria la nostra richiesta, pur riconoscendo che la loro esclusione era legislativa e non professionale. E il loro sostegno è fondamentale perché è necessario dare delle risposte concrete alle necessità delle persone”.

Proprio il sostegno di FIMMG è stato determinante nel dare propulsione al cambiamento e all’integrazione dell’articolo 26, modifica per il quale ora ci si aspetta una rapida approvazione da parte da parte del Parlamento.

“Un percorso di modifica ed integrazione che FIMMG segue con grande favore, visto che la nostra iniziale esclusione stava creando, attraverso improvvide documentazioni e interpretazioni ai limiti di fake legislativi, uno scontro ingeneroso tra la medicina di famiglia e i cittadini”, spiega Scotti , ribadendo che oggi solo grazie a questo cambiamento al Decreto “Cura Italia” si estenderà ai medici di famiglia la possibilità di attestare gli estremi della documentazione probante il diritto per i pazienti fragili di astenersi dal lavoro e che consentirà loro di evitare l’esposizione al contagio nel corso dell'intera giornata”.
 
“FIMMG – conclude Scotti – è disponibile, gia da subito visto che il provvedimento è stato approvato al Senato, a venire incontro alle particolari condizioni di rischio di questi pazienti, anche anticipando l'applicazione dei disposti della norma in corso di approvazione, a condizione di un esplicito consenso delle Regioni e dell'INPS, ai cui uffici competerà la verifica della correttezza e della validità dei documenti, indispensabili per Legge, i cui estremi devono essere riportati sull'attestato dal medico di famiglia che quindi avvierà la procedure che si completeranno solo, come prevista nella nuova formulazione legislativa, nella responsabilità di verifica degli uffici competenti dell’INPS”..

19 Aprile 2020

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