Coronavirus. Arcuri: “Da ieri più ventilatori che pazienti in terapia intensiva. App tracciamento solo con adesione volontaria”

Coronavirus. Arcuri: “Da ieri più ventilatori che pazienti in terapia intensiva. App tracciamento solo con adesione volontaria”

Coronavirus. Arcuri: “Da ieri più ventilatori che pazienti in terapia intensiva. App tracciamento solo con adesione volontaria”
"Ho letto che noi avremmo in testa di rendere obbligatoria la App per i cittadini, questa è davvero una farsa. La App sarà e resterà volontaria". Passando poi al capitolo tamponi, "l'Italia - ha spiegato - è il paese che ha fatto più tamponi in relazione al numero di abitanti. Su ogni 100mila abitantim la Francia ha fatto 510 tamponi, la Gran Bretagna 710, la Spagna 1.990, la Germania 2.063 e l'Italia 2.244". 

"Ieri per la prima volta il numero di ventilatori sono più dei ricoverati nelle terapie intensive: sono 2.659 apparecchiature a fronte di 2.573 pazienti in terapia e questo è un segno non solo che il contagio si attenua ma anche che si cominciano a vedere. Possiamo dirlo con orgoglio anche perché fino a pochi giorni fa dovevamo decidere dove fronteggiare di più o di meno questa tragedia. Da oggi questa distribuzione avviene con molta maggiore tranquillità". Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 Domenico Arcuri facendo il punto dalla Protezione civile in conferenza stampa.
 
Ma sulla riapertura il commissario invita alla cautela: "Non bisogna prendere alcuna decisione frettolosa, dobbiamo essere ancora più consapevoli e responsabili. Non dobbiamo abbandonare né la cautela né la prudenza. Il virus è ancora tra noi. Abbiamo imparato a contenerlo e i nostri concittadini hanno imparato ad attrezzarsi e a fronteggiarlo, a costo di una sostanziale privazione delle libertà e proprio per questo dobbiamo sapere che non è stato sconfitto né allontanato".
 
Facendo poi il punto sulle App per il tracciamento tecnologico ha spiegato: "Alleggerire le misure di contenimento significa essere in condizione di mappare tempestivamente i contatti. L'alternativa è semplice: le misure non possono essere alleggerite e dovremo continuare a sopportare i sacrifici di queste settimane. Il contact tracing è una modalità per garantire la possibilità che vengano conosciuti e in qualche misura tracciati i contatti che le persone hanno e che sono importanti qualora purtroppo qualche nostro concittadino diventa contagiato. Siamo tutti consapevoli che sia uno strumento importante, non basta convincerci che serva, bisogna anche che rispetti due fattispecie fondamentali, la sicurezza e la privacy. Il contact tracing è uno strumento utile ma bisogna trovare un soddisfacente equilibrio tra i due principi".
 
Quanto però all'obbligo di utilizzo dell'App, Arcuri è stato chiaro: "Ho letto che noi avremo in testa di rendere obbligatoria la App per i cittadini, questa è davvero una farsa. La App sarà e resterà volontaria". 
 
Passando poi al capitolo tamponi, "l'Italia – ha spiegato il commissario – è il paese che ha fatto più tamponi in relazione al numero di abitanti. Su ogni 100mila abitanti – ha detto – la Francia ha fatto 510 tamponi, la Gran Bretagna 710, la Spagna 1.990, la Germania 2.063 e l'Italia 2.244". Ad oggi, ha aggiunto, vengono distribuiti 250mila tamponi al giorno alle regioni e l'aumento di quelli eseguiti è del 500% rispetto ad un mese fa: erano 182mila, oggi sono oltre un milione.
 
"Questo – ha concluso – è uno dei tanti risultati della combinazione virtuosa del lavoro fatto dagli uffici del Commissario, della Protezione Civile e delle Regioni. Ci sono 40,3 milioni di mascherine nei magazzini delle Regioni, aggiornato a ieri. Servirà per fronteggiare picchi di domanda o rigurgiti dell'emergenza. Ormai questo argomento delle mascherine lo possiamo accantonare, ha lasciato il passo a ulteriori questioni. Continuiamo una massiccia distribuzione, sono soddisfatto della trasparenza delle Regioni che dichiarano di averne un po' più di quelle che gli servono". 

21 Aprile 2020

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