Costi standard. Fadda propone nuovi criteri per il 2014. “Ma Regioni devono implementare sistemi controllo” 

Costi standard. Fadda propone nuovi criteri per il 2014. “Ma Regioni devono implementare sistemi controllo” 

Costi standard. Fadda propone nuovi criteri per il 2014. “Ma Regioni devono implementare sistemi controllo” 
Il sottosegretario alla Salute risponde ad un’interrogazione in Affari Sociali sull’attuazione dei costi standard e sui nuovi indicatori per il 2014. “Sarà possibile rideterminare i criteri già adottati”, e individua alcuni punti su cui intervenire ma evidenzia: “Regioni e Asl devono implementare i sistemi di controllo della gestione e della contabilità analitica”.

Pesatura della popolazione anche sull’indice di prevalenza delle malattie, indicatori sugli esiti di cura e individuazione di un ulteriore macro-livello di assistenza nella ripartizione del fabbisogno sanitario, che sia strettamente legato all'emergenza-urgenza. Questi per il Sottosegretario alla Salute Paolo Fadda i possibili ulteriori nuovi indicatori (modifiche ai criteri sono state richieste anche dalle Regioni) per i costi standard per il calcolo del riparto del Fsn 2014.
Il Sottosegretario, in risposta ad un’interrogazione in commissione Affari Sociali della deputata Paola Binetti (PI) sull’applicazione costi standard e possibile utilizzo di altri indicatori per il relativo calcolo.
 
 
Fadda ha specificato come “l'attuale impianto normativo è orientato a far prevalere sostanzialmente 2 indicatori; (a) la valutazione delle regioni che hanno garantito l'equilibrio di bilancio; (b) la valutazione delle stesse regioni basata su indicatori che, da un lato, evidenziano le migliori «performance» erogative dei livelli assistenziali quasi esclusivamente nel solo settore ospedaliero e, dall'altro, evidenziano livelli di spesa sanitaria contenuti". 
 
Ma per il sottosegretario “già a partire dall'anno 2014 sarà possibile, peraltro, rideterminare i criteri già adottati, finalizzandoli all'individuazione delle regioni di riferimento sulla base del livello di qualità dei servizi erogati, di appropriatezza ed efficienza e, comunque, nel rispetto del livello di fabbisogno standard nazionale, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica e degli obblighi assunti dall'Italia in sede comunitaria”. 
 
“L'individuazione degli indicatori – ha specificato Fadda – che consentiranno di giungere alla rideterminazione dei criteri di riparto potranno tenere conto, quindi, delle seguenti condizioni: a) individuazione di criteri di pesatura della popolazione ai fini della determinazione del fabbisogno regionale standard, strutturati anche sull'indice di prevalenza delle malattie; b) individuazione di indicatori di «outcome» (esiti di cura delle malattie), al fine di effettuare confronti tra le diverse regioni ed all'interno di una stessa Regione; c) individuazione di un ulteriore macro-livello di assistenza nella ripartizione del fabbisogno sanitario, che sia strettamente legato all'emergenza-urgenza, da inserire tra le offerte di assistenza distrettuale e di assistenza ospedaliera”.
 
Ma per raggiungere questo obiettivo “il Ministero dovrà disporre dei dati necessari per la costruzione degli strumenti di monitoraggio sistematico dei livelli essenziali di assistenza (LEA), per consentire l'applicazione di adeguati modelli di analisi dei costi e fabbisogni standard e permettere di costruire adeguati e dinamici indicatori dell'effettivo bisogno di salute della popolazione, da utilizzare nella definizione dei criteri di riparto delle disponibilità finanziarie del Ssn”. 
 
Per queste ragioni il sottosegretario ha sottolineato come “l’applicazione della nuova metodologia comporta conseguentemente l'implementazione, nelle singole regioni e nelle singole aziende sanitarie, di sistemi di controllo della gestione e della contabilità analitica, nonché l'eliminazione di ogni carenza nella gestione dei flussi di produzione e nei sistemi gestionali, portando a termine il processo di certificazione. A tal fine, il Ministero della salute ha previsto un monitoraggio di detti dati attraverso un rafforzamento del ruolo del Comitato LEA, che si avvale degli strumenti finalizzati al monitoraggio e alla verifica dell'erogazione dei LEA. Il tutto richiede anche che, nelle singole regioni e nelle singole aziende sanitarie, siano implementati sistemi di controllo di gestione e di contabilità analitica, e che sia migliorata ogni eventuale carenza di dati sui flussi di produzione e sui sistemi gestionali”. 
 
Sulla partita dei prezzi di riferimento per l’acquisto di beni e servizi Fadda ha affermato che “occorre far presente che la determinazione annuale di costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura è un'attività in corso da parte dell'Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici, che sta lavorando all'elaborazione dei prezzi di riferimento, sulla base dell'elenco delle prestazioni e dei servizi sanitari e non sanitari, nonché dei dispositivi medici. Tutto ciò avviene nelle more del perfezionamento delle attività concernenti la determinazione annuale di costi standardizzati per tipo di servizio e fornitura, da parte dell'Osservatorio dei contratti pubblici, così come previsto dalla normativa attualmente in vigore”.
 

13 Febbraio 2014

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