Dazi e farmaceutica. Urso: “Ci preoccupano ma bisogna riflettere prima di reagire”

Dazi e farmaceutica. Urso: “Ci preoccupano ma bisogna riflettere prima di reagire”

Dazi e farmaceutica. Urso: “Ci preoccupano ma bisogna riflettere prima di reagire”
Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy: “Siamo già intervenuti in sede europea perché l'Europa sia più consapevole di come sostenere questo settore strategico per la salute attraverso una revisione delle direttive in corso, soprattutto per quanto riguarda i brevetti e altri documenti che hanno un impatto diretto sul sistema”.

L’ipotesi di dazi Usa nel settore farmaceutico “vedremo se diventerà realtà tra poche ore”. Sono dazi che “ci preoccupano, perché è uno dei settori più importanti per l’export italiano negli Stati Uniti, quello che ha dato le migliori performance nel 2024. Noi siamo dell’avviso che bisogna riflettere prima di reagire, per capire se la migliore risposta sia quella di dazi europei che innescherebbero un’escalation, una vera e propria guerra commerciale a danno soprattutto nostro, come ha dimostrato la stessa von der Leyen, quando ha annunciato le previsioni sull’impatto in Europa dei dazi americani annunciati – secondo lei sarebbero pari allo 0,3% sulla crescita europea – ma ha anche aggiunto che eventuali contromisure nostre avrebbero un impatto in Europa ancora superiore, dello 0,5%. Quindi, prima di reagire” è necessario “capire chi si fa male. In questo caso l’impressione che ci facciano male soprattutto noi”. Lo ha evidenziato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, oggi a margine di un evento Farmindustria a Parma, nella sede della Chiesi, in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy.

“Occorre scegliere la via migliore – ha aggiunto il ministro – che può anche essere, tra le altre, quella di tutelare meglio il mercato europeo dalla concorrenza sleale, quella di supportare le attività dell’impresa in nuovi mercati in crescita, attraverso nuovi accordi di libero scambio bilaterali come quelli sottoscritti col Cile, col Canada con la Corea del Sud recentemente. Mi riferisco ai mercati in crescita dell’Indo-Pacifico, l’India innanzitutto, ma anche la Malesia, l’Indonesia, il Vietnam”. E “mi riferisco a Paesi come il Giappone e il Messico”.

“Si può fare – assicura Urso – e si deve fare di più negli accordi bilaterali preferenziali commerciali, e nel contempo con una politica che incentivi chi vuole investire e restare a produrre in Europa, ad esempio applicando un principio” simile al “‘buy american’ che in America esiste da qualche decennio e significa privilegiare, per esempio negli appalti europei, il made in Europe. In questo modo noi diventeremo anche ulteriormente attrattivi rispetto a quello che vogliono fare gli Stati Uniti in concorrenza con noi. Insomma, ci sono diverse strade per rispondere al meglio” ai dazi Usa, “sostenendo la competitività del sistema industriale produttivo e quindi il lavoro europeo”.

Sul farmaceutico in Europa, tra l’altro, ha evidenziato infine il ministro, “siamo già intervenuti in sede europea perché l’Europa sia più consapevole di come sostenere questo settore strategico per la salute attraverso una revisione delle direttive in corso, soprattutto per quanto riguarda i brevetti e altri documenti che hanno un impatto diretto sul sistema, come quello per esempio delle acque reflue, perché l’Europa deve realizzare anche in questo settore una politica industriale sostenibile, capace di incentivare l’innovazione, la ricerca e la competitività delle imprese” nell’area.

02 Aprile 2025

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