Ddl prestazioni sanitarie. Cittadinanzattiva su emendamento RSA: “Si rischia di guardare il dito e non la luna”

Ddl prestazioni sanitarie. Cittadinanzattiva su emendamento RSA: “Si rischia di guardare il dito e non la luna”

Ddl prestazioni sanitarie. Cittadinanzattiva su emendamento RSA: “Si rischia di guardare il dito e non la luna”
“L’argine che si tenta di mettere risulta sia inadeguato a risolvere una materia tanto complessa, quanto ambiguo nel modo in cui è stato costruito. Non risolve le incertezze sui casi in cui le prestazioni sanitarie e quelle socio-assistenziali risultino non separabili, e non risulta chiaro se preveda per i cittadini uno svantaggio o un vantaggio in termini di massima copertura possibile per le spese da parte dello Stato. Servirebbe una vera riforma come previsto dalla legge 33 del 2023, rimasta lettera morta”.

“Con l’emendamento appena approvato si rischia di guardare il dito e non la luna”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva a proposito della contestata proposta di modifica di maggioranza al ddl prestazioni sanitarie al Senato.

“L’argine che si tenta di mettere – aggiunge – risulta sia inadeguato a risolvere una materia tanto complessa, quanto ambiguo nel modo in cui è stato costruito. Non risolve le incertezze sui casi in cui le prestazioni sanitarie e quelle socio-assistenziali risultino non separabili, e non risulta chiaro se preveda per i cittadini uno svantaggio o un vantaggio in termini di massima copertura possibile per le spese da parte dello Stato. Sulla questione si è aperto un ampio dibattito pubblico che rischia però di non produrre alcun passo in avanti rispetto ad una materia che meriterebbe una vera riforma come previsto dalla legge 33 del 2023 sull’assistenza agli anziani non autosufficienti, rimasta lettera morta”.

L’emendamento modifica l’art.30 della L.27/12/1983, n.730, prevedendo che “Sono a carico del fondo sanitario nazionale esclusivamente gli oneri delle attività di rilievo sanitario anche se connesse con quelle socio-assistenziali”.

L’emendamento sembra nascere con lo scopo di arginare le conseguenze, sulle casse del Ssn, delle ultime sentenze con cui alcuni Tribunali, e da ultimo la Corte di Cassazione, hanno accolto i ricorsi di pazienti ospitati in RSA, o di familiari, per chiedere la restituzione della quota a loro carico, sostenendo che la gravità della patologia rendesse prevalente il carattere sanitario delle prestazioni, anche di quelle socio-assistenziali. Si tratta di una giurisprudenza a sua volta favorita da una normativa precedente incompleta e poco chiara che attualmente prevede che la quota «alberghiera» (vitto, alloggio e altri servizi), pari al 50% della retta, sia a carico dei pazienti o delle loro famiglie, che possono richiedere un contributo al Comune sulla base dell’indicatore ISEE. Solo per i ricoveri per i trattamenti estensivi di cura e recupero funzionale a persone che necessitano di elevata tutela sanitaria con continuità assistenziale e presenza infermieristica h24, la copertura a carico del Ssn è pari al 100% per un periodo di norma non superiore a 60 giorni.

“La residenzialità e la semiresidenzialità richiedono da tempo una ampia riforma – continua Mandorino – che sia finalmente in grado di disegnare un’assistenza adeguata ai bisogni sempre più complessi dei pazienti, spesso affetti da patologie ingravescenti come demenza o Alzheimer. Una riforma che incida su tutti i profili dell’assistenza, dal modello organizzativo, alle politiche del personale impiegato (che sempre più spesso migra verso gli ospedali e che andrebbe invece incoraggiato a rimanere), alle risorse pubbliche dedicate, che devono necessariamente essere reperite. Una riforma tanto estesa da non poter essere garantita da singole sentenze di tribunale, né da un emendamento scritto in modo ambiguo e che peraltro tocca un aspetto estremamente specifico della questione. Una riforma che già era prevista dal PNRR e che abbiamo atteso invano per quattro anni. Chiediamo dunque alle istituzioni di agire in una ottica interistituzionale e di affrontare il tema in modo organico, perché le persone non sono divisibili in centri di costo”.

01 Aprile 2025

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