Ddl prestazioni sanitarie. Slitta ancora l’esame dell’Aula. Restano ancora accantonati diversi emendamenti di maggioranza

Ddl prestazioni sanitarie. Slitta ancora l’esame dell’Aula. Restano ancora accantonati diversi emendamenti di maggioranza

Ddl prestazioni sanitarie. Slitta ancora l’esame dell’Aula. Restano ancora accantonati diversi emendamenti di maggioranza
Intanto, a sorpresa, si è registrato un dietrofront del governo su un emendamento delle opposizioni che puntava ad estendere gli screening per il tumore al seno. La proposta, inizialmente approvata dalla commissione Sanità, era stato in un primo momento bocciato dal Mef in commissione Bilancio per mancanza di coperture. Ora il governo ha deciso di riprendere in mano questo emendamento per i necessari approfondimenti.

Slitta nuovamente l’esame da parte dell’Aula del Senato sul ddl prestazioni sanitarie, inizialmente previsto per oggi. I lavori sono ancora fermi in commissione. Dopo quasi tre settimane dal primo appuntamento fissato per l’avvio dell’esame del provvedimento in Assemblea, il testo è ancora bloccato in commissione Bilancio in attesa di relazioni tecniche da parte del Governo su alcuni emendamenti di maggioranza suscettibili di comportare maggiori spese rispetto alle coperture individuate.

Intanto, a sorpresa, si è registrato un dietrofront del governo su un emendamento delle opposizioni che puntava ad estendere gli screening per il tumore al seno. La proposta, inizialmente approvata dalla commissione Sanità, era stato in un primo momento bocciato dal Mef in commissione Bilancio per mancanza di coperture. Ora il governo ha deciso di riprendere in mano questo emendamento per i necessari approfondimenti.

Quanto al resto, ecco la situazione nel dettaglio.

Manca una relazione tecnica sull’emendamento 6.0.100 (testo 2), in materia di costituzione di Aziende ospedaliero-universitarie.

Accantonata invece, la proposta 11.0.19 (testo 2), anche quella precedentemente approvata in commissione Sanità e poi in un primo momento bocciata in commissione Bilancio, che prevedeva l’estensione dello screening per il tumore al seno.

L’emendamento 12.0.7, in materia di accesso alle prestazioni degli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, di una regione diversa da quella di residenza, dispone che le prestazioni erogate vanno riconosciute in sede di compensazione della mobilità tra le regioni in misura non superiore a quelle accettate dalle Regioni di provenienza dei pazienti: “Esso sembra comportare maggiori oneri a carico delle regioni che erogano tali prestazioni. Al fine di valutare gli effetti finanziari dell’emendamento”, anche in questo caso è stata chiesta al Governo una relazione tecnica.

E poi, come dicevamo, sarà necessario acquisire una relazione tecnica dal Governo per valutare gli effetti finanziari sui bilanci, anche per l’emendamento 13.0.400 (testo 2) che modifica la disciplina sul riparto degli oneri finanziari tra enti ed aziende del Servizio Sanitario Nazionale e gli enti territoriali per le attività di rilievo sanitario connesse con quelle socio-assistenziali. La novella prevede che siano a carico del fondo sanitario nazionale le sole attività di rilievo sanitario, con esclusione delle attività socio-assistenziali ad esse connesse. L’emendamento prevede inoltre che la novella si applichi anche agli eventuali procedimenti giurisdizionali in essere alla data di entrata in vigore della presente legge.

Occorrerà inoltre acquisire dal Governo la verifica degli effetti finanziari in relazione all’emendamento 13.0.600 (testo 2), in materia di presidi sanitari di prossimità. Ed è arrivato un parere non ostativo all’emendamento 13.0.12, in materia di contrasto della pubblicità sanitaria ingannevole, solo a seguito di riformulazione.

Giovanni Rodriquez

02 Aprile 2025

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