Decreto Balduzzi. Gustavino (Udc): “Buone intenzioni, ma norme non risolutive”

Decreto Balduzzi. Gustavino (Udc): “Buone intenzioni, ma norme non risolutive”

Decreto Balduzzi. Gustavino (Udc): “Buone intenzioni, ma norme non risolutive”
La parte decisamente mancante è quella relativa alla formazione. Al Parlamento spetta il dovere di contribuire in modo significativo per rendere le intenzioni più adeguate

Organizzare l’attività dei medici di medicina generale secondo un modello che declini una reale continuità assistenziale è utile sia per evitare l’improprio ricorso al pronto soccorso, sia per restituire a quel medico una responsabilità autentica nella tutela della salute dei cittadini a lui affidati. Il fatto è che la realizzazione di questo progetto è assegnata alle regioni e, viste le difficoltà nelle quali versano più o meno tutte (anche quelle cosiddette virtuose non pare se la passino bene), è lecito aspettarsi, così come è stato preannunciato, un qualche stucchevole contenzioso, in grado di far tardare l’applicazione delle norme e sancire come un vero governo del sistema sia effettivamente mancante.

E’ una buona idea insistere per criteri di trasparenza nella nomina dei direttori generali e dei primari, ma la scelta di albi regionali di idonei appare timida rispetto alla necessità di dare al sistema elementi di unitarietà di cui ha bisogno, per superare la frammentazione regionalistica, oggi fonte sia di cattivo uso delle risorse, sia di disparità marcata per l’accesso al diritto alla salute. Meglio sarebbe disporre di albi nazionali, coinvolgendo, per quel che riguarda i primari, società scientifiche e ordini professionali, nell’individuare parametri –basta copiare quelli internazionali- che consentano un giudizio tecnico solido e imprescindibile.

Il passaggio sull’intramoenia vorrebbe essere definitivo, e, in effetti, una qualche novità la introduce. Ma non coglie ancora il punto. E’ tale l’ossessione di controllare quel che i medici fanno fuori dell’ospedale, che ci si dimentica come sia importante avere idee chiare su quel che i medici devono fare dentro l’ospedale. Ma questo presupporrebbe direttori generali di prima grandezza e non funzionari di apparati regionali.

L’accenno normativo alla questione della medicina difensiva è un buono spunto, che merita di essere colto,  perché il tema è di quelli destinati a incidere profondamente sull’esercizio della professione, e di alcune specializzazioni particolarmente.

Insufficiente è il disposto sull’edilizia ospedaliera. Basta girare un po’ per comprendere come si tratti di un’emergenza vera. La maggior parte delle strutture ospedaliere sono fatiscenti  e inadeguate a quell’accoglienza che, nel momento della fragilità, ha bisogno di tutelare l’intimità. Sono ancora diffuse corsie con molti letti e un unico bagno. E’ una questione di civiltà. Altro che preoccuparsi di costruire gli ambulatori per i medici intramoenia: serve un piano nazionale dei edilizia ospedaliera, che sappia coinvolgere anche i privati secondo quanto dispone questo decreto, ma celebri uno sforzo autentico di ammodernamento strutturale.

La parte decisamente mancante, che rende debole il decreto, facendolo assomigliare a un’intenzione appunto, è quella relativa alla formazione. Non si può pensare a una riforma ambiziosa delle cure primarie, senza una contestuale, normata, proposta formativa per i giovani medici che vogliono accettare la bellissima sfida di diventare medici della persona, veri tutori della salute. Nel riconoscere loro una pari dignità formativa rispetto ai medici specializzandi, si tradurrebbe nei fatti quel tanto dire intorno alla centralità del medico di medicina generale.

Al Ministro va riconosciuta la volontà pervicace di apportare elementi utili al sistema per predisporlo alle sfide degli anni che verranno. Al Parlamento spetta il dovere di contribuire in modo significativo per rendere quell’intenzione più adeguata. Sono certo che il Ministro, come ha dimostrato di saper fare durante l’esame della Spending Review, quel contributo lo vorrà accogliere.

Claudio Gustavino
Responsabile sanità Udc

 

Claudio Gustavino

06 Settembre 2012

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