Decreto droga e off label. Cittadinanzattiva: “Diritto a sicurezza cure sacrificato in nome del risparmio” 

Decreto droga e off label. Cittadinanzattiva: “Diritto a sicurezza cure sacrificato in nome del risparmio” 

Decreto droga e off label. Cittadinanzattiva: “Diritto a sicurezza cure sacrificato in nome del risparmio” 
Dopo il parere favorevole dalle Commissioni Giustizia e Sanità del Senato, la onlus chiede il ritiro della parte relativa all'impiego degli off label. "Si corre il rischio di non avere più diritto alla cura migliore per le specificità della persona, ma il criterio guida è il minor costo". 

“In sole 12 righe l’articolo sull'impiego dei farmaci off label introduce il principio per cui il Ssn è autorizzato a risparmiare sacrificando il diritto delle persone alla sicurezza delle cure”, questo il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, sul Decreto n.36 del 20 marzo 2014, in materia di droghe e farmaci off label, già approvato alla Camera e che ieri ha ricevuto parere favorevole dalle Commissioni Giustizia e Sanità del Senato.

Cittadinanzattiva sottolinea, infatti, che il decreto prevede la possibilità per il Ssn, “anche in presenza di una valida alternativa terapeutica espressamente autorizzata, di utilizzare terapie fuori indicazione terapeutica la cui efficacia e sicurezza non è testata dalle fasi di sperimentazione clinica previste dalla Legge, ma è affidata soltanto a ricerche nazionali o internazionali la cui robustezza e affidabilità non sono ancora chiare ai cittadini”.

La richiesta è quindi quella di ritirare il decreto sostanzialmente nella parte relativa all'impiego degli off label. “Si corre il rischio, infatti, di non avere più diritto alla cura migliore per le specificità della persona, ma il criterio guida è il minor costo e non c’è garanzia che il cittadino ne sia informato o possa scegliere insieme al medico. Inoltre le evidenze delle sperimentazioni cliniche potrebbero non essere più indispensabili e le responsabilità legali legate all'eventuale danno per la salute dei cittadini saranno in capo al Ssn”.
 
Secondo Aceti, inoltre, le risorse economiche a disposizione “devono essere utilizzate al meglio, rispettando tutti i diritti dei cittadini, attraverso ad esempio nuove politiche condivise e partecipate di negoziazione – conclude – dei prezzi delle terapie”.
 

09 Maggio 2014

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