Decreto vaccini. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Si diffonda informazione, non disinformazione”

Decreto vaccini. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Si diffonda informazione, non disinformazione”

Decreto vaccini. D’Ambrosio Lettieri (DI): “Si diffonda informazione, non disinformazione”
"L'impegno della Politica deve essere quello di pacificare il clima che si è determinato nel Paese, di restituire alla comunità un pieno recupero di fiducia nelle Istituzioni e nel lavoro che esse svolgono con serietà, trasparenza e rigore nel primario interesse della salute pubblica e ne rispetto delle basi più elementari della medicina e della evidenza scientifica", ha spiegato oggi in Aula il componente della Commissione Sanità del Senato.

“Quando l’emozione prevale sulla ragione, quando la forza della pancia riesce a condizionare e a orientare il voto su argomenti delicati come quello dei vaccini non si rende un buon servizio alla democrazia, alla qualità del nostro ssn e alla tutela della salute. Il tema è delicato e complesso. Quando si parla di farmaco accade quasi sempre che vi sia un dibattito vivace in ragione delle implicazioni di natura tecnico-scientifica, ma anche etica, sociale, culturale, economica e antropologica che comporta. Il farmaco continua a essere a metà strada tra le ragioni del medicamento e quelle del veleno, tra indicazioni e controindicazioni, uso e abuso, contraddizioni e paradossi". Lo ha dichiarato Luigi d’Ambrosio Lettieri (Direzione Italia), componente Commissione Sanità Senato, nel suo intervento in aula sul decreto Vaccini.
 
"Ne abbiamo visti e ascoltati in passato ma anche oggi in quest’aula. Non sfugge a nessuno che le piazze si siano mobilitate paradossalmente negli anni passati per consentire l’accesso a cure con presunti farmaci senza evidenza scientifica e per stimolare il legislatore ad eliminare divieti e preclusioni rispetto a metodiche terapeutiche frutto di una imperante ciarlataneria. Abbiamo visto le piazze che sollecitavano il Palazzo a consentire l’uso di sostanze prive di evidenza scientica, inefficaci e persino dannose. Vorrei ricordare le lotte per consentire l’accesso al metodo stamina, alla cura Di Bella, al siero di Bonifacio – costituito da orine e feci di capra – e il caso del "vidatox", il veleno di scorpione, su cui abbiamo condotto una indagine conoscitiva, al pari di quella sul metodo stamina che ha portato a conclusioni inequivoche che poi hanno trovato riscontro anche nell’arresto del sostenitore di questo tipo di metodica", ha proseguito.

"Il paradosso: da una parte la spinta all’accesso a presunte terapie farmacologiche senza fondamento scientifico. Dall’altra la diffusione di una perversa, preoccupante, dannosa cultura di disinformazione sul valore e il significato della vaccinazione. Non sento una sola parola sui 68 morti che ogni giorno vengono consegnati alle statistiche epidemiologiche e che periscono sotto i deleteri effetti delle antibiotico-resistenze. Sono dati reali che vedono l’Italia detenere il consumo più elevato di antibiotici tra i paesi UE".

"Credo che questo sia un aspetto che accompagna la storia dell’uomo. Le ragioni del no ai vaccini – ha sottolineato D'Ambrosio Lettieri – riassumono le stesse ragioni per cui alla fine del 1800 si tentò di invalidare la ricerca scientifica e le grandiose intuizioni di Jenner sull’antivaiolo che aprì l’era delle vaccinazioni. Vogliamo tornare al 1800? Diffondiamo la disinformazione per dissuadere da una pratica vaccinale, diffondiamo, attraverso la cultura del sospetto e delle insinuazioni, uno scetticismo dannosissimo che ci allontana dal traguardo. Quella valanga di insinuazioni sulle robuste spalle di autorevoli ricercatori e di persone delle istituzioni credo siano un’offesa che va oltre il riferimento alle singole persone".

"I vaccini sono il più efficace intervento medico dopo la potabilizzazione dell’acqua – ha evidenziato il senatore -. Lo dice l’Oms. Sempre i vaccini costituiscono ancora oggi la migliore misura di prevenzione delle malattie perché il rapporto rischio-beneficio è assai positivo. Il valore dei vaccini non è solo sanitario, ma anche etico perché la cultura della vaccinazione è cultura solidarietà. Non è solo la copertura del singolo ma è la copertura collettiva attraverso la copertura del singolo. Possono esservi eventi avversi? Certo, ma c’è un sistema di farmacovigilanza che nel nostro Paese funziona e si evolve anche attraverso recenti recepimenti di normative comunitarie che hanno previsto il sistema proattivo di segnalazione degli eventi avversi".

"Questi, naturalmente, sono aspetti che si potrebbero affrontare in dibattito maturo, sereno e responsabile che non utilizzi per la specialissima occasione su cui stiamo lavorando lo strumento della speculazione politica per fini connessi col consenso politico. Spero dunque che si vada nella direzione di sostenere le ragioni della tutela della salute collettiva in un paese civile che oggi viene messo in coda nelle classifiche internazionali dei livelli di copertura vaccinale".

"Esistono criticità, certo. A iniziare dallo strumento utilizzato che è quello del decreto. Si poteva fare qualcosa di diverso, avendo tempi più adeguati che avrebbero potuto, meglio delle sedute notturne, lasciare spazio ad una riflessione e a un dibattito maturo, qualificato, responsabile, approfondito, per superare le criticità che restano. Perché lo strumento del decreto è un metodo imperativo, ma imperativi sono anche i contenuti. Avrei preferito che rispetto alla introduzione dell’obbligo avesse avuto prevalenza una forte e capillare campagna di educazione, informazione e sensibilizzazione che rappresentano le parole d’ordine per recuperare quel livello di pacificazione in un paese che sta dividendosi inopinatamente tra pro e contro le vaccinazioni", ha aggiunto.
 
"Un esplicito riferimento alle eventuali reazioni avverse tra i presupposti per la programmazione; la disponibilità di vaccini monocomponente; l'aumento delle fasce target d’età per l'obbligo vaccinale del morbillo che ha una linea mediana di ventisette anni; l'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari; l' accesso ai servizi vaccinali garantendo l'idoneità degli ambienti e tempi di accesso contenuti; la possibilità di effettuare la vaccinazione in farmacia da parte dei medici assistiti dal personale sanitario; la copertura vaccinale dei migranti; il peso sproporzionato della afflittività delle sanzioni: ecco, sono tutte criticità sulle quali ci auguriamo e ci attendiamo che il governo destini una attenzione concreta dando il via libera a specifici emendamenti che ho presentato con altre forze politiche di opposizione, in un recuperato rapporto di responsabilità reciproca. Ora l'impegno della Politica deve essere quello di pacificare il clima che si è determinato nel Paese, di restituire alla comunità un pieno recupero di fiducia nelle Istituzioni e nel lavoro che esse svolgono con serietà, trasparenza e rigore nel primario interesse della salute pubblica e ne rispetto delle basi più elementari della medicina e della evidenza scientifica”, ha concluso D'Ambrosio Lettieri.

12 Luglio 2017

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