Decreto Vaccini. I dubbi del Veneto. Zaia: “Mamme e papà disorientati. Non si possono imporre i vaccini a suon di multe”

Decreto Vaccini. I dubbi del Veneto. Zaia: “Mamme e papà disorientati. Non si possono imporre i vaccini a suon di multe”

Decreto Vaccini. I dubbi del Veneto. Zaia: “Mamme e papà disorientati. Non si possono imporre i vaccini a suon di multe”
“Un buon programma vaccinale, fatto bene, dovrebbe innanzitutto prevenire e chiarire i dubbi dei genitori, rispettare i tempi vaccinali, privilegiare i vaccini effettivamente fondamentali e indispensabili, e prevedere una grande campagna informativa e una seria anagrafe vaccinale, come quella organizzata in Veneto”.

I tecnici della Direzione regionale Prevenzione del Venrto stanno in queste ore esaminando gli effetti del decreto legge sui nuovi obblighi vaccinali pubblicato ieri in Gazzetta.  In particolare – informa una nota delle aRegione – “stanno valutando l’approvvigionamento (il decreto – scrive al Regione – non specifica la tipologia di vaccini da utilizzare e non tutti i vaccini sono impiegabili ad ogni classe di età considerata), i carichi di lavoro ai quali le Ulss saranno chiamate a far fronte entro il 10 settembre e il futuro delle altre campagne di prevenzione rivolte alle malattie croniche non trasmissibili”.
 
E in questo contesto, fanno notare i tecnici veneti, “l’impegno a concentrare risorse e personale sulle vaccinazioni obbligatorie penalizzerà inevitabilmente tutte le altre attività”.

 
“Mi preoccupa maggiormente l’impatto del nuovo decreto sulle famiglie, sulle mamme e papà, che avverto preoccupati e disorientati – ha detto il presidente del Veneto Luca Zaia – Del nuovo decreto contesto la forma coercitiva e l’eccessivo allarme di sanità pubblica attualmente giustificabile solo per il morbillo. La stragrande maggioranza dei genitori non sono contrari a vaccinare i loro figli, ma hanno bisogno di essere correttamente informati e accompagnati nella scelta vaccinale,  tale consenso non si può ottenere imponendo le vaccinazioni a suon di multe, rinunciando in questo modo a fare un’azione educativa e culturale a favore della prevenzione. Con questo decreto non si convince, ma si impone un obbligo coercitivo. Inoltre, le multe hanno un aspetto discriminatorio: chi ha soldi può permettersi di non vaccinare i figli”.
 
“Davanti al grido di allarme dei genitori – prosegue il presidente –  non si risponde con le multe e con le segnalazioni alle Procure. Pena l’insurrezione delle famiglie e la fuga dalla buona prassi delle vaccinazioni.  La vera prevenzione inizia con l’ascolto delle mamme e dei papà e facendo una corretta informazione, scientifica e capillare”.
 
Per il governatore del Veneto “un buon programma vaccinale, fatto bene, dovrebbe innanzitutto prevenire e chiarire i dubbi dei genitori, rispettare i tempi vaccinali, privilegiare i vaccini effettivamente fondamentali e indispensabili, e prevedere una grande campagna informativa e una seria anagrafe vaccinale, come quella organizzata in Veneto”.
 
Il Veneto, si legge ancora nella nota diffusa oggi dalla Regione, è “l'unica regione in Italia che da dieci anni ha superato l’obbligo vaccinale e dove si registrano tassi di copertura superiori al 90 per cento. L’ultimo report semestrale della Direzione regionale Prevenzione evidenzia che la somministrazione della prima dose del vaccino esavalente ha raggiunto il 91.6 per cento dei nati in Veneto nel 2016, 2 punti percentuali in più rispetto alla coorte dei nati nel 2015, considerando che questo è un dato preliminare che si consoliderà a raggiungimento dei 24 mesi, va interpretato come un segno di elevata adesione e di un trend in continua crescita. Anche per le altre vaccinazioni, quali meningococco C, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia e varicella si riscontra un incremento rispetto alle rilevazioni precedenti”.
 
In Veneto – secondo i report semestrali sulle vaccinazioni – cala la percentuale dei genitori che manifestano un dissenso definitivo alla vaccinazione: dal 3,5 % del 2015 al 2,5% del 2016, che scende al 2,1% se si considera solo l’ultimo semestre dell’anno. “Questi dati insieme a quelli a 24 mesi relativi ai nati 2014 – fanno notare dalla regione – dipingono una situazione di un’opinione pubblica che torna ad avere fiducia nella validità delle vaccinazioni”.
 
“Il percorso che la Regione Veneto ha messo in atto in questi anni in attuazione della legge di superamento dell’obbligo continua a dare risultati soddisfacenti – sotoliena Zaia –  I dati infatti confermano la correttezza della scelta che è stata possibile realizzare in quanto basata su alcuni pilastri fondamentali: la disponibilità dell’anagrafe sanitaria informatizzata per la registrazione delle vaccinazioni, la sorveglianza delle malattie infettive trasmissibili, la sorveglianza degli eventi avversi a vaccino, la formazione degli operatori e l’informazione rivolta ai genitori e alla popolazione”.
 
“L’andamento delle coperture vaccinali in Veneto –  conclude il presidente della Regione – rafforza la nostra convinzione che l’approccio corretto da adottare nell’offerta vaccinale non è l’imposizione coercitiva ma la promozione delle vaccinazioni effettivamente necessarie, con un lavoro di sensibilizzazione e informazione da parte dei operatori e l’adesione consapevole da parte della popolazione”.

08 Giugno 2017

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