Decreto vaccini. Ricciardi (Iss): “Obbligatorietà necessaria. Lo confermano anche i nuovi dati di copertura del Veneto”

Decreto vaccini. Ricciardi (Iss): “Obbligatorietà necessaria. Lo confermano anche i nuovi dati di copertura del Veneto”

Decreto vaccini. Ricciardi (Iss): “Obbligatorietà necessaria. Lo confermano anche i nuovi dati di copertura del Veneto”
Gli ultimi dati sulle coperture vaccinali del ministero della Salute dimostrano la necessità delle misure urgenti espresse dal recente decreto. E questo vale anche per una regione come il Veneto dove nel 2007 è stato sospeso l’obbligo vaccinale costruendo un sistema di monitoraggio sulle vaccinazioni promuovendo un’adesione consapevole all’offerta vaccinale. Anche qui la copertura non raggiunge il target

I dati di copertura vaccinale del 2016, appena pubblicati dal Ministero della Salute, mettono in evidenza che poca strada è stata fatta per risalire la china delle coperture vaccinali in Italia.
 
Escluso il recupero di vaccinazioni come il meningocco B e C, fondato prevalentemente sulle emozioni suscitate dalle recenti discussioni mediatiche, la cultura della vaccinazione stenta ad affermarsi nel nostro paese nel suo significato più profondo e cioè quello della prevenzione e della tutela della salute di tutti.
 
Soprattutto le vaccinazioni obbligatorie, infatti, si arrestano su una soglia di copertura che resta critica per la tutela della Salute Pubblica futura. Basti pensare che solo 6 regioni riescono a superare la soglia di sicurezza (95%) e 8, invece, sono addirittura sotto il 93% ma per tutte le altre restano differenze significative tra regione e regione che testimoniano ancora di più, se ce ne fosse bisogno, l’importanza di un indirizzo unico per tutto il Paese in materia di prevenzione primaria.
 
Ed è proprio l’analisi approfondita di questi dati a dimostrare la necessità delle misure urgenti espresse dal recente decreto che impone l’obbligo della vaccinazione a tutti i bambini a meno di specifiche e certificate controindicazioni.
 
Un’esigenza che riguarda anche regioni virtuose come il Venetodove nel 2007 è stato sospeso l’obbligo vaccinale costruendo un sistema di monitoraggio sulle vaccinazioni promuovendo un’adesione consapevole all’offerta vaccinale.
 
Questo sistema, però, non è riuscito a impedire un livello insoddisfacente di copertura proprio sulle vaccinazioni obbligatorie, che è infatti inferiore di oltre un punto rispetto alla media nazionale.
 
Tuttavia, la copertura di vaccinazioni raccomandate come morbillo, parotite e rosolia è superiore di quasi due punti rispetto al resto d’Italia ma comunque inferiore al livello critico (95%), necessario per il raggiungimento dell’eliminazione del morbillo.
 
Se questo, infatti, accade nel contesto di una regione dove pure c’è un’offerta vaccinale ampia e gratuita e dove c’è una particolare attenzione alla comunicazione e promozione della vaccinazione ciò significa che senza interventi mirati e omogenei sul territorio nazionale il rischio di un ulteriore calo delle coperture e quindi la dispersione di anni di campagne pubbliche di prevenzione è molto elevato.
 
Il Veneto, inoltre, risulta fra le poche regioni ad avere un recupero della copertura della vaccinazione esavalente inferiore al 5% a 36 mesi. Ciò significa che solo il 5% dei bambini non vaccinati secondo il calendario prestabilito si mette in pari con questa vaccinazione entro i tre anni. A differenza del resto d’Italia dove il recupero nella stessa fascia temporale avviene con percentuali intorno al 18%.
 
Rendere obbligatori tutti i vaccini in questo contesto serve a fare chiarezza perché le vaccinazioni sono tutte importanti dappertutto e tutte insieme rappresentano un atto di responsabilità verso la salute pubblica.
 
Siamo tutti convinti, come è negli obiettivi della Legge, che è auspicabile favorire un’adesione volontaria e che bisognerà lavorare per promuoverla soprattutto attraverso una corretta informazione. La situazione attuale, però, è ormai ferma da troppo tempo e non si può rischiare oltre. Serve dare indicazioni precise e regole certe. La priorità, adesso, è raggiungere la soglia di sicurezza per tutti.
 
Walter Ricciardi
Presidnete Istituto superiore di sanità
Editoriale news letter ISS

Walter Ricciardi

13 Giugno 2017

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