Decreto vaccini. Ricciardi (Iss) risponde alle accuse di conflitto d’interesse: “In aspettativa dalla Cattolica dal 2015”. E annuncia denuncia per diffamazione D’Anna

Decreto vaccini. Ricciardi (Iss) risponde alle accuse di conflitto d’interesse: “In aspettativa dalla Cattolica dal 2015”. E annuncia denuncia per diffamazione D’Anna

Decreto vaccini. Ricciardi (Iss) risponde alle accuse di conflitto d’interesse: “In aspettativa dalla Cattolica dal 2015”. E annuncia denuncia per diffamazione D’Anna
Così il presidente dell'Istituto superiore di sanità ha risposto alle accuse contenute nell'interrogazione presentata da Art. 1-Mdp su un suo potenziale conflitto d'interessi per il ruolo di consulente svolto per l'elaborazione del decreto vaccini. Ricciardi ha inoltre denunciato per diffamazione il senatore D'Anna che ieri, in Aula al Senato, lo aveva accusato di aver preso "600.000 euro dalla Merck Sharp & Dohme per farsi pagare una cattedra all'Università".

Il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi – in merito a quanto riportato recentemente dalla stampa in riferimento a un'interrogazione su un presunto conflitto d'interessi sollevato da Art. 1-Mdp riguardo al suo ruolo di consulente svolto nell'elaborazione del decreto vaccini – ha precisato che, "a partire dal 1 settembre 2015, contemporaneamente all’assunzione della guida dell’Istituto, si è messo in aspettativa dall’Università Cattolica e si è dimesso da tutti gli incarichi fino ad allora assunti, compresi quelli compatibili con l’ attuale, proprio per potersi dedicare esclusivamente all’Istituto Superiore di Sanità".
 
Inoltre, in merito alle dichiarazioni del senatore Vincenzo D’Anna (Ala), che nel corso della seduta di ieri in Aula al Senato lo accusava di aver preso "600.000 euro dalla Merck Sharp & Dohme per farsi pagare una cattedra all'Università", Ricciardi ha annunciato di aver dato mandato ai propri legali affinché sporgano una denuncia per diffamazione.
 
"Le dichiarazioni del senatore risultano, infatti, particolarmente gravi poiché, oltre a ledere l’immagine e l’onorabilità del Presidente, danneggiano anche il prestigio e l’autorevolezza del più grande istituto di sanità pubblica".

13 Luglio 2017

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