Def. Lorenzin stoppa Padoan: “In sanità niente tagli con l’accetta. Risparmi possibili ma devono restare nel settore”

Def. Lorenzin stoppa Padoan: “In sanità niente tagli con l’accetta. Risparmi possibili ma devono restare nel settore”

Def. Lorenzin stoppa Padoan: “In sanità niente tagli con l’accetta. Risparmi possibili ma devono restare nel settore”
Alla vigilia della presentazione del Def  inizia la battaglia sui tagli alla spesa pubblica. Dopo le voci che anche la sanità potrebbe essere toccata il ministro frena e in un’intervista all’Huffington Post dice: “Sulla sanità risparmi sono ancora possibili. Fino a 10mld, ma quei soldi devono essere reinvestiti nel settore”.

"In ragioneria fanno i ragionieri, noi abbiamo bisogno di manager sanitari, non di ragionieri. Né tanto meno di tagli con l'accetta". Beatrice Lorenzin, in un colloquio con l'Huffington Post, il quotidiano on line diretto da Lucia Annunziata.
 
Alla vigilia della presentazione del Def, atteso per martedì prossimo, si infittiscono infatti le voci di possibili nuovi tagli alla sanità(il Sole 24 Ore ha parlato di possibili sforbiciate al Ssn solo per quest’anno per 2-2,5 miliardi di euro) e Lorenzin ancora una volta stoppa i colleghi di Governo: "Spero che quelle che sto leggendo sui giornali – avverte – siano indiscrezioni tipiche delle fasi in cui si cerca di reperire fondi".
 
"Non voglio fare polemiche – puntualizza il ministro – ma per competere sul piano nazionale, investire sulla ricerca e garantire ai cittadini dignitosi e assistenza ospedaliera abbiamo bisogno di miliardi di euro di investimenti. Nessuno immagina che si possano chiedere allo Stato questi miliardi ma ce la possiamo fare attraverso il patto della salute chiesto alle regioni, diverso da quello del passato".
 
Per Lorenzin "serve un processo di riorganizzazione che può durare da uno a tre anni. Stimo un recupero attorno ai 10 mld ma voglio vedere le regioni che cosa dicono. Questi fondi vanno reinvestiti in sanità e anche lì bisogna dire dove vengono allocate le risorse. In questo modo possiamo far fronte alle necessità dei cittadini altrimenti la vedo difficile".
"Ci sono – spiega ancora il ministro all’Huffington Post – ancora margini di ruberie, tangenti, mal governo ma la mala gestione e l'incapacità, che sono negative, vanno risolte con degli strumenti che oggi noi abbiamo. Fare i tagli lineari non significa eliminare questi sprechi, significa solo andare a incidere su ciò che serve ai cittadini e cioè i farmaci, assistenza in ospedale, i pronto soccorso, la possibilità di avere accesso alle diagnosi. Facendo prevenzione si va a incidere sui margini di spreco".
 
"Se noi diamo tutto quello che riusciamo a risparmiare alla spending lo Stato poi ridarà alla sanità i soldi che ha bisogno per fare gli investimenti?", si chiede Lorenzin. "No. Quindi è una scelta politica di fondo. Io credo – prosegue – che ognuno debba fare il suo lavoro con grande responsabilità, possiamo immaginare dei meccanismi in cui le regioni con un piano di rientro possano mano a mano ridurre le tasse". A chi annuncia invece chiusure di ospedali e Asl, il ministro della Salute replica: "I risparmi non si fanno con l'accetta ma richiedono ingegneria sanitaria e fiscale".
 
Fonte: Huffington Post

05 Aprile 2014

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