Deroga iscrizione Ordine. Grillo: “Stop disinformazione. Emendamento salva il posto di lavoro a 20.000 operatori già presenti nelle strutture sanitarie”

Deroga iscrizione Ordine. Grillo: “Stop disinformazione. Emendamento salva il posto di lavoro a 20.000 operatori già presenti nelle strutture sanitarie”

Deroga iscrizione Ordine. Grillo: “Stop disinformazione. Emendamento salva il posto di lavoro a 20.000 operatori già presenti nelle strutture sanitarie”
"Si dà la possibilità di continuare a esercitare a lavoratori con titoli validi fino all'approvazione della legge Lorenzin inserendoli in elenchi speciali. Non sarà un via libera per tutti. Non si toglie nulla a chi è iscritto agli albi delle professioni sanitarie e non si creano equipollenze. Non creiamo abusivi e finalmente si mette fine al caos prodotto da una giungla di corsi regionali. Abbiamo evitato che 20.000 famiglie di lavoratori finissero in mezzo a una strada". Così la ministra su Facebook difende la misura inserita in manovra.

Nessuna sanatoria per gli abusivi, ma si salva il posto per quei 20.000 operatori già presenti nelle strutture sanitarie pubbliche e private. Per spiegare la contestata misura introdotta dal Senato nel maxiemendamento alla legge di Bilancio scende in campo la stessa ministra della Salute Giulia Grillo con un post su facebook.
 
"Si dà la possibilità di continuare a esercitare a lavoratori con titoli validi fino all'approvazione della legge 3/2018 inserendoli in elenchi speciali. Non sarà un via libera per tutti, ma solo per chi dimostrerà di avere i titoli e di aver lavorato per almeno 36 mesi in 10 anni. Non si toglie nulla a chi è iscritto agli albi delle professioni sanitarie e non si creano equipollenze. Non creiamo abusivi e finalmente si mette fine al caos prodotto da una giungla di corsi regionali che negli anni hanno creato situazioni incontrollabili", spiega la ministra.
 
"Abbiamo evitato che 20.000 famiglie di lavoratori finissero in mezzo a una strada. Questa è la realtà, tutto il resto è disinformazione", conclude Grillo. 
 

24 Dicembre 2018

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