Disturbi ansia. Da FI un Ddl per riconoscerla come malattia sociale

Disturbi ansia. Da FI un Ddl per riconoscerla come malattia sociale

Disturbi ansia. Da FI un Ddl per riconoscerla come malattia sociale
Il 33% delle persone di età compresa fra 18 e 25 anni (circa 10 milioni di italiani, prevalentemente donne) ha sperimentato il 'disturbo da attacchi di panico' almeno una volta, 2,5 milioni quelli che soffrono di disturbi d’ansia, 2,8 milioni (5,4% degli over 15 anni) patiscono la depressione. Da qui la proposta, a prima firma Massimo Mallegni, di riconoscere  la depressione, l'ansia e gli attacchi di panico come malattie sociali.

Riconoscere la depressione, l'ansia e gli attacchi di panico come malattie sociali e migliorare la qualità della vita di milioni di cittadini. E' questo il senso di un disegno di legge messo a punto dal vicepresidente dei senatori di Forza Italia, Massimo Mallegni, e presentato oggi a palazzo Madama dalla presidente del gruppo parlamentare azzurro, Anna Maria Bernini. A fare da sfondo all'incontro il libro dell'autrice, Alessandra Pontecorvo, 'Vita da impanicati – istruzioni per l'uso', edito da Giacovelli. 
 
"Vivere con la depressione, gli attacchi di panico o uno stato di ansia – ha detto Anna Maria Bernini – è una condizione incompatibile con la vita attiva. Il legislatore deve prendere coscienza di queste situazioni. Il nostro ddl vuole infatti che queste malattie siano riconosciute come malattie sociali".

"Questi temi devono entrare nell'agenda politica sia nazionale sia locale – ha aggiunto il senatore Massimo Mallegni – perchè bisogna riconoscere che queste malattie sono invalidanti e coinvolgono una platea di italiani molto più numerosa di quella fotografata dalle statistiche".

I dati mostrano che il 33% delle persone di età compresa fra 18 e 25 anni (circa 10 milioni di italiani, prevalentemente donne) ha sperimentato il 'disturbo da attacchi di panico' almeno una volta, 2,5 milioni quelli che soffrono di disturbi d’ansia, 2,8 milioni (5,4% degli over 15 anni) patiscono la depressione.

"Non voglio si parli del libro – ha concluso Alessandra Pontecorvo – ma che si parli di questi problemi. Perché nel 2019 è inaccettabile che esistano ancora tabù. Il mio è un libro – manuale, che contiene istruzioni per l'uso contro malattie che ti inchiodano la vita".
 

31 Ottobre 2019

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