Educazione sessuoaffettiva, Giuliani (Psicologi Lazio): “Renderla opzionale significa trasformarla da diritto a scelta”

Educazione sessuoaffettiva, Giuliani (Psicologi Lazio): “Renderla opzionale significa trasformarla da diritto a scelta”

Educazione sessuoaffettiva, Giuliani (Psicologi Lazio): “Renderla opzionale significa trasformarla da diritto a scelta”

La consigliera dell'Ordine degli psicologi del Lazio è intervenuta in audiozione alla 7ma Commissione in Senato sul ddl n.1735. "Impatto che colpisce i ragazzi più fragili", spiega Giuliani.

“Attribuire all’educazione sessuoaffettiva un carattere meramente opzionale significa trasformarla da diritto universale a scelta selettiva, con un impatto che finisce per colpire proprio i ragazzi più vulnerabili, che avrebbero maggiore bisogno di protezione, ascolto e strumenti di consapevolezza”, così Marta Giuliani, consigliera dell’Ordine degli Psicologi del Lazio e coordinatrice presso lo stesso ente del gruppo di lavoro di Psicologia della Sessualità e dell’Affettività, in audizione presso la 7ª Commissione permanente del Senato della Repubblica (Cultura, istruzione e ricerca) nell’ambito l’esame del Disegno di legge n. 1735, recante disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico.

Giuliani ha ricordato le criticità dell’impianto normativo che ad oggi rischia così di indebolire il ruolo della scuola come presidio di prevenzione primaria. Ricorda inoltre che escludere in modo generalizzato qualsiasi attività nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria non è coerente con nessuna delle evidenze scientifiche sullo sviluppo emotivo, relazionale e corporeo.

Infatti, “è tra i 4 e i 10 anni che si costruiscono le basi dell’identità, della relazione con il corpo, del rispetto dei confini, dell’empatia e della reciprocità. L’educazione sessuoaffettiva – ha aggiunto – non può essere ricondotta a convinzioni individuali o sensibilità soggettive. Si parla di temi che riguardano la salute pubblica. Per questo deve essere riconosciuta come un ambito di responsabilità educativa e sanitaria condivisa, non individuale”.

20 Gennaio 2026

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