Ema. Lorenzin: “Diplomazia al lavoro per portare l’Agenzia europea del farmaco in Italia”

Ema. Lorenzin: “Diplomazia al lavoro per portare l’Agenzia europea del farmaco in Italia”

Ema. Lorenzin: “Diplomazia al lavoro per portare l’Agenzia europea del farmaco in Italia”
Il ministro della Salute è tornata a rilanciare la candidatura italiana di Milano (oggi la sede Ema è in Inghilterra ma con la Brexit ovviamente dovrà cambiare indirizzo). E poi sulla Legge di Bilancio “noi siamo il primo paese al mondo in cui abbiamo messo un vincolo in modo strutturale a due fondi sui farmaci innovativi garantendo questi farmaci a tutta la popolazione. L’innovazione sostenibile è il futuro e noi ci siamo”

“Siamo nel festival della diplomazia anche perché in questa fase tutti i paesi vogliono un'agenzia europea. In ogni caso noi abbiamo delle ottime carte da giocare per portare l’Agenzia del farmaco europea nel nostro Paese: numeri dell’industria paese e numeri sul mercato della conoscenza con i nostri Irccs e le nostre università”. Così il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin durante una conferenza stampa alla Camera dal titolo: “Il sistema italiano del farmaco e la governance della salute in Europa” è tornata a rilanciare la candidatura italiana per portare l’European Medicines Agency (oggi la sede dell'Ema è in Inghilterra ma con la Brexit ovviamente dovrà cambiare indirizzo).
 
“È una partita politica – ha detto Lorenzin – . Ne stiamo parlando a livello informale con tutti gli altri ministri. Ci sarà un momento successivo in cui i presidenti faranno la trattativa finale”.

Com’è noto la candidata italiana è Milano e su questo siamo “tutti allineati: Comune, Regione e Governo sono tutti convinti anche perché il beneficio è grande per tutto il settore e per l’Italia”. E ulteriore segnale è il fatto che abbiamo scelto come sede del prossimo G7 della Salute proprio Milano”.
 
“Noi vogliamo a diventare il primo hub intersettoriale sulla ricerca e le sperimentazioni e su questo abbiamo messo 3 mld sul piano ricerca e con l’aumento fsn e i fondi vincolati su innovativi e oncologici. L’Italia nel settore sanitario ha una leadership che dobbiamo far valere in tutti i modi. E vi assicuro che siamo percepiti all’estero come un paese forte e solido”. E sulla Legge di Bilancio “stiamo dando questa dimostrazione dove noi siamo il primo paese al mondo in cui abbiamo messo un vincolo in modo strutturale a due fondi sui farmaci innovativi garantendo questi farmaci a tutta la popolazione. Come garantire l’accesso all’innovazione mantenendo sostenibile il sistema è il grande tema del futuro e noi abbiamo aperto una strada nuova”.
 
In conferenza è intervenuto anche il presidente dell’Aifa Mario Melazzini che ha ricordato come l’Ema in Italia sia una “grande opportunità”. “Aifa – ha detto – negli ultimi 8 anni ha accresciuto autorevolezza a livello internazionale e come sistema siamo un riferimento. Basti pensare che su 28 mld di spesa per farmaci il 76% è rimborsato dal Ssn”.
 
Per Melazzini il punto focale è “l’attrattività che Ema potrebbe avere su tutto il sistema paese. Ema oltre autorizzare i nuovi farmaci lavora sulle sperimentazioni cliniche dove siamo carenti. E se pensiamo che a ottobre 2018 entra in vigore regolamento Ue su sperimentazioni ciò significa invogliare investimenti”.

Melazzini ha ricordato poi dei punti di forza di Aifa come sul sistema di Hta. E poi sulla negoziazione dove noi usiamo strumenti innovativi che ci vengono invidiati. Importanti poi  avere i registri per l’allocazione e il monitoraggio di quanto viene erogato”.
 
“Nei prossimi anni usciranno molte molecole nuove e chiaramente poter avere in tempo reale un dialogo con Ema anche de visu darebbe una forza incredibile al nostro Paese”.
 
Portare Ema in Italia non è un percorso facile – ha ricordato il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi – anche perché si sono mossi in tanti. È chiaro che Ema fa gola a vari paesi. Penso che l’Italia ce la possa fare e credo che ci sia l’impegno da parte di tutti”.
In questo senso il presidente ha ricordato la “presenza industriale in Italia che non ha eguali c’è solo Germania che è un pezzo avanti a noi ma per produttività siamo davanti e poi ci sono i ricercatori”.

“Credo che Milano abbia tutte le caratteristiche anche logistiche – ha detto – Da quello che ho visto in giro siamo pronti. Appena ci sarà cabina di regia noi saremo pronti a fare nostra parte. Siamo quelli che hanno le carte più in regola. Politica sta facendo la sua parte l’industria ci sarà. Con buon lavoro di squadra siamo in grado di vincere”.

26 Ottobre 2016

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