Epatiti. D’Incecco (Pd): “Inserirle nei Lea sarebbe garanzia per corretta assistenza”

Epatiti. D’Incecco (Pd): “Inserirle nei Lea sarebbe garanzia per corretta assistenza”

Epatiti. D’Incecco (Pd): “Inserirle nei Lea sarebbe garanzia per corretta assistenza”
La depuata abruzzese sottolinea che "a quasi un anno dall'istituzione del gruppo di lavoro per la prevenzione delle epatiti e delle loro sequele, sembra ancora lungo l'iter per l'approvazione del piano nazionale specifico per le epatiti e per il finanziamento per la sua realizzazione".

"L'inserimento delle epatiti nei Lea rappresenterebbe una garanzia per una giusta e corretta cura ed assistenza dei malati affetti da tale patologia, con particolare riferimento all'HCV, una malattia con una epidemiologia rilevante". Lo dichiara, sollecitando il governo su questo aspetto, la deputata abruzzese del Pd Vittoria D'Incecco, che ha già presentato un'interrogazione in commissione Affari Sociali a cui ha risposto il sottosegretario Vito De Filippo. Nel suo intervento De Filippo non ha dato indicazioni specifiche a proposito mentre ha ricordato che il gruppo di lavoro, costituito il 6 luglio 2012  presso il ministero della Salute, ha elaborato il piano nazionale per la lotta alle epatiti virali da virus A e B.

"A quasi un anno dall'istituzione del gruppo di lavoro per la prevenzione delle epatiti e delle loro sequele –  sottolinea D'Incecco – sembra ancora lungo l'iter per l'approvazione del piano nazionale specifico per le epatiti e per il finanziamento per la sua realizzazione. L'Italia è purtroppo uno degli ultimi paesi in Europa in cui il piano deve essere ancora attuato. In questo modo si perde una buona opportunità per offrire una particolare attenzione ai pazienti affetti da epatiti B e C. Il governo ha riconosciuto che si tratta di un importante problema per la sanità pubblica, non solo per la frequenza ma anche per l'alta percentuale di casi clinicamente non manifesti che rappresentano una pericolosa fonte di contagio”.

D’Incecco ha quindi posto l’accento su un nodo cruciale, cioè che l'infezione può portare a un danno epatico più severo (la cirrosi e il carcinoma epatocellulare), tanto da procurare la morte, “come dimostra l'elevato numero di decessi ad essa correlabili registrato fino ad oggi, ed è in grado di generare un rilevante impatto sociale a causa degli innegabili danni psicologici che compromettono la vita di relazione delle persone colpite e ingenti costi diretti e indiretti”.

Ora anche in Italia sono disponibili farmaci innovativi che possono eradicare definitivamente il virus e, come ha riferito il sottosegretario, nell'elenco delle malattie croniche invalidanti allegato al decreto ministeriale 329 del 1999  è inclusa anche l'epatite cronica (attiva) e sono indicate  le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriali erogabili in regime di esenzione per il trattamento e  il monitoraggio della malattia e per la prevenzione delle complicanze. “Per questo confido nella sensibilità del governo affinché – conclude D'Incecco – si facciano anche altri passi in avanti in questo campo e si accolga favorevolmente il mio suggerimento relativo all'inserimento nei Livelli essenziali di assistenza delle epatiti con particolare riferimento all'HCV".
 

13 Giugno 2014

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