Grazie ministra, ottimo lavoro. E ora le Regioni onorino gli impegni

Grazie ministra, ottimo lavoro. E ora le Regioni onorino gli impegni

Grazie ministra, ottimo lavoro. E ora le Regioni onorino gli impegni
Lorenzin ha fatto molto bene il suo mestiere. Il credito che oggi il governo Renzi concede alla sanità non vada sprecato. Le Regioni devono comprendere che per loro è una formidabile occasione per riaccreditarsi a loro volta, e che il Patto per la salute sia in realtà un Patto con il lavoro per cambiare il sistema

Questa volta la ministra Lorenzin  ha fatto bene il suo mestiere, la ministra per l’appunto. Devo anche aggiungere che la cosa non mi dispiace per niente e che da questo momento in poi soprattutto le Regioni dovranno filare dritto cioè  fare in modo di non bruciarla   imbrogliandola  perché se ciò dovesse avvenire brucerebbero e imbroglierebbero la sanità.
Ma andiamo per ordine. Si rammenterà che prima del cdm di ieri (18 aprile) si sono diffuse  voci sui tagli lineari alla sanità per 4 mld. Nel leggere su QS delle varie  reazioni  scandalizzate  provai stizza e fastidio al punto che mandai a Fassari un pezzo scritto in pochi minuti (che poi  non abbiamo  pubblicato) con il quale sostanzialmente sostenevo che se ci fossimo beccati i tagli sarebbe stato a causa della nostra non credibilità.
 
“Tutti sanno” scrivevo  “che le regioni e le aziende fanno la cresta sui  finanziamenti che ricevono, che neanche i passati tagli lineari le hanno convinte a cambiare strada, che per non toccare i loro interessi  hanno  preferito torchiare  i cittadini e che offrire 10 mld di risparmi sugli sprechi, quando sappiamo che il “magna magna” ammonta a circa 30 mld era come fare un biscotto a Renzi”.
 
Sostenevo incazzato che non avrei detto  una sola parola contro i tagli perché ero stufo di fare il gioco degli incapaci, dei corrotti, e degli speculatori e con uno sbotto di disappunto che riporto testualmente concludevo : “ma che cavolo.. perché  questi geni della politica  non vanno dal governo con un progetto di riforma che dica in modo garantito che  questi 30 mld  di “magna magna” ci impegniamo a cancellarli? Perché costoro non vanno  dal governo  a spiegare  che in 5 anni si impegnano a rivoltare questo martoriato servizio sanitario come un calzino ripensando l’offerta di tutela a partire dalla nuova domanda di salute per farlo costare almeno il 15% di meno? Costoro cosa aspettano  a portare a Renzi un patto con il lavoro per combattere tutte le forme di anti economia  che dilagano nel nostro sistema a qualsiasi latitudine?”.
 
Ora questo  o qualcosa di simile potrebbe essere possibile. Il cerino torna nelle mani delle regioni che dovranno tagliare 10 mld di spesa in tre anni, sapendo: primo che dovranno essere risparmi reali, secondo che se non ci saranno risparmi reali ci beccheremo i tagli lineari del governo.
 
Si tratta quindi di una opportunità che la sanità non deve perdere e non può perdere. Dalla prescrittività  dei tagli lineari passiamo alla  proscrittività  di stampo riformatore. Volendo si potrebbe  cambiare il sistema sanitario per fare la mia tanto invocata compossibilità tra diritti e risorse. Proprio perché la partita è cruciale  c’è da chiedersi se il patto per la salute e il mediocre profilo riformatore delle politiche regionali saranno in grado di garantirci  il cambiamento che ci serve. Ma c’è da chiedersi anche se lo strumento del patto per la salute  è in grado di riformare.
 
Si tratta pur sempre di un accordo finanziario chiuso tra istituzioni dal quale il mondo del lavoro è totalmente escluso. Nel momento in cui il patto per la salute si carica di significati riformatori non è più il patto per la salute  fatto in questi anni ma diventa un pezzo di riforma dal quale non possono essere esclusi i veri potenziali riformatori cioè gli operatori e i cittadini.
 
Quindi personalmente auspico che  il credito che oggi il governo Renzi concede alla sanità non vada in vacca, che operi da stimolo nei confronti delle regioni per  non imbrogliare, che le Regioni comprendano che per loro è una formidabile occasione per riaccreditarsi a loro volta, e che il patto per la salute sia in realtà un patto con il lavoro per cambiare il sistema.
 
Aggiungo un ultima cosa che riprendo pari pari dall’articolo non pubblicato:
“Tagli o risparmi non ci sto a vedere  lo scempio dei diritti, ad assistere ad un’altra ondata di  privatizzazione del sistema… Tagli o  risparmi che il governo garantisca le tutele dei cittadini  e i diritti dei lavoratori.. obbligando le regioni e le aziende a tagliare sui loro tornaconti, sulle ruberie, sulle speculazioni.  Chi non marcia nel verso giusto …a casa e se ruba in galera.”
Grazie ministra, ottimo lavoro.
Ivan Cavicchi

Ivan Cavicchi

19 Aprile 2014

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