I fisioterapisti dell’Aifi in polemica con la senatrice De Biasi: “Ritiri sue accuse generiche di minacce”

I fisioterapisti dell’Aifi in polemica con la senatrice De Biasi: “Ritiri sue accuse generiche di minacce”

I fisioterapisti dell’Aifi in polemica con la senatrice De Biasi: “Ritiri sue accuse generiche di minacce”
Il presidente dell’Associazione italiana dei fisioterapisti (Aifi) chiede alla senatrice Pd e presidente della commissione Igiene e Sanità di “rettificare pubblicamente le sue dichiarazioni sui fisioterapisti”. Secndo l'associazione si rischia di generare nell’opinione pubblica le stesse reazioni negative di analoghe asserzioni quali “i dipendenti pubblici sono tutti nullafacenti”, “gli imprenditori sono tutti evasori” o peggio ancora “i politici rubano lo stipendio”.

Pubblichiamo qui di seguito la lettera aperta inviata dal Presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti, Mauro Tavarnelli diretta alla presidente della commissione Igiene e Sanità senatrice Emilia De Biasi.
 
Egregia Senatrice Emilia De Biasi,
sono costretto, mio malgrado, a scriverle questa lettera aperta a seguito delle sue reiterate dichiarazioni relative a minacce che avrebbe ricevuto “dai fisioterapisti” in quanto, ormai da mesi, continuano ad essere presenti in sue dichiarazioni pubbliche, su diverse testate e messe in rete da lei stessa tramite il suo profilo twitter, come nell’articolo pubblicato sulla testata “Il Cittadino”.

Come ho avuto modo di dirle personalmente nel recente passato, ritengo che sia un suo diritto denunciare alle autorità competenti “quei fisioterapisti” che ritiene l’abbiano minacciata; le ho anche garantito che se “quei fisioterapisti” fossero risultati iscritti all’AIFI li avrei immediatamente sospesi dallo status di associati in attesa di giudizio.

L’Associazione che mi onoro di presiedere, le ribadisco qui pubblicamente, ha sempre espresso le proprie opinioni e condotto le battaglie nel pieno rispetto della legge e delle Istituzioni, e così è stato anche in questa occasione nella quale ci siamo trovati ad avere una visione diversa dalla sua per quanto riguarda l’individuazione di nuove professioni sanitarie. Probabilmente questo agire corretto e rispettoso dei ruoli ha fatto si che AIFI sia oggi l’unica associazione professionale ad essere riconosciuta con decreto ministeriale come rappresentativa della professione del fisioterapista.

Ma ricordo bene di averle anche detto che trovo assolutamente non corretto che Lei affermi in modo generico ed omnicomprensivo di essere stata minacciata “dai fisioterapisti”; d’altronde, credo concorderà con me, tale affermazione rischia di generare nell’opinione pubblica le stesse reazioni negative di analoghe asserzioni quali “i dipendenti pubblici sono tutti nullafacenti”, “gli imprenditori sono tutti evasori” o peggio ancora “i politici rubano lo stipendio”.


 


Poiché sono fermamente convinto che la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici, degli imprenditori e dei politici svolga onestamente il proprio lavoro, paghi le tasse e si guadagni onestamente lo stipendio rappresentando il proprio elettorato in Parlamento, sono ancor più sicuro che “i fisioterapisti” non vadano in giro a minacciare rappresentanti del popolo italiano ma dedichino il proprio tempo alla prevenzione, cura e riabilitazione delle persone che si rivolgono a loro quali professionisti sanitari seri e competenti.

Poi le mele marce esistono in qualsiasi professione ed è giusto perseguirle con tutti gli strumenti che la legge prevede ma, ed anche qui spero converrà con me, nessuno, tantomeno un rappresentante eletto dai cittadini, può insinuare il tarlo che una categoria compia atti illeciti nella sua generalità solo perché  “forse” e a suo dire,  qualcuno di loro avrebbe infranto le regole.

Per quanto suddetto Le chiedo  di voler rettificare pubblicamente le Sue  dichiarazioni “sui fisioterapisti”, mettendole a disposizione spazio, ove ella lo voglia, anche la nostra rivista Fisioterapisti.

Dott. Mauro Tavarnelli
Fisioterapista
Presidente dell’Associazione Italiana Fisioterapisti

Mauro Tavarnelli (Aifi)

15 Novembre 2016

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