“L’aumento di 2 mld è il minimo sindacale dopo anni di tagli”. Grillo chiede garanzie a Tria

“L’aumento di 2 mld è il minimo sindacale dopo anni di tagli”. Grillo chiede garanzie a Tria

“L’aumento di 2 mld è il minimo sindacale dopo anni di tagli”. Grillo chiede garanzie a Tria
In un’intervista a Repubblica il Ministro della Salute torna a parlare delle risorse per il Fsn. “Le Regioni sono preoccupate, ma io più di loro. La nostra sanità in questo momento è asfittica anche nelle aree migliori”. E poi sulla carenza dei medici: “Dobbiamo aumentare i salari nella sanità pubblica”. Infine sull’abolizione del numero chiuso: “Piuttosto eliminerei il test d’ingresso”.

“L'aumento è il minimo sindacale dopo anni di tagli. Domani (oggi, ndr) chiederò un incontro al ministro Tria d'accordo con il presidente della conferenza Stato-Regioni Bonaccini per avere garanzie sullo stanziamento. Le Regioni sono preoccupate, ma io più di loro. La nostra sanità in questo momento è asfittica anche nelle aree migliori. Si deve investire sulle risorse umane”. A dichiararlo è il Ministro della Salute, Giulia Grillo in un’intervista a Repubblica dove è tornata sul tema delle risorse per il Fsn dopo le polemiche sulla clausola finanziaria inserita nella bozza del Patto per la Salute.
 
Nell’intervista Grillo affronta anche il tema della carenza dei medici ricordando come “non c'è stata un'adeguata programmazione del numero di specialisti da formare rispetto a quelli necessari. Sono vent'anni che la situazione è questa ma nessuno ci ha voluto mettere mano, fino ai miei provvedimenti dei giorni scorsi”.
 
Rispetto poi alle ricette delle Regioni per affrontare l’emergenza con il ricorso a medici stranieri stranieri, pensionati, militari Grillo rileva: “Capisco che l'obiettivo finale sia sempre quello di erogare servizi ma non mi piacciono molto queste soluzioni, anche se emergenziali. Noi lavoriamo per cambiare la situazione in modo strutturale”.

Il Ministro rivendica poi le misure contenute nel Dl Calabria: “Permette di far lavorare i medici che frequentano l'ultimo anno della specializzazione, se questa dura 4 anni, o gli ultimi due, se dura 5. Serve a dare una boccata d'ossigeno alle Regioni e a far entrare i giovani nel servizio sanitario con tutele reali. Poi abbiamo sbloccato, anche se non del tutto, il turn over ossia le assunzioni in tutte le Regioni, anche in piano di rientro, cioè le più colpite dal blocco di oltre 10 anni fa”.

Ma per Grillo serve una riforma strutturale: “I veri vantaggi arriveranno con una riforma della formazione post laurea. Ci lavoriamo col Miur. Vogliamo trasformare il percorso attuale che considera gli specializzandi "etemi studenti" in un modello più vicino a quello dei Paesi avanzati, potenziando il sistema della formazione-lavoro. Già avviene, ma noi mettiamo mano alle regole per dare assunzioni nel servizio sanitario alla fine del percorso di specializzazione. Vanno ridotti i tempi morti, e favorito l'incontro immediato di offerta e domanda”.
 
Il Ministro poi segnala come bisogna rendere più attrattiva la professione: “Dobbiamo aumentare i salari nella sanità pubblica. Fare il medico è un lavoro ad alta complessità e va pagato bene, qui come in Germania e Francia. Molti poi vanno via perché qui i percorsi sono complicati: si perde tempo per entrare alla specializzazione, poi per fare il concorso”.
 
Ultima battuta infine sull’abolizione del numero chiuso a Medicina: “Eliminerei piuttosto il test di ingresso. Intanto abbiamo aumentato i posti. Erano 10 mila, sono 11.600. La selezione va fatta al primo anno, quando si capisce se un giovane è adatto al percorso di studi. Non ha senso far laureare migliaia di medici se poi non c'è modo di assumerli. Non voglio produrre disoccupati”.

24 Giugno 2019

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