La sanità in Parlamento. De Biasi (Pd): “Partiremo dalla sostenibilità del sistema” 

La sanità in Parlamento. De Biasi (Pd): “Partiremo dalla sostenibilità del sistema” 

La sanità in Parlamento. De Biasi (Pd): “Partiremo dalla sostenibilità del sistema” 
Una road map di lavoro serrata quella della Commissione Sanità del Senato che ci illustra la sua presidente, Emilia Grazia De Biasi, perché, dice, “avremmo bisogno di un paio legislature per risolvere tutti i problemi” a partire dalla sostenibilità del sistema. Intanto martedì la Ministra sarà audita sulle linee programmatiche del governo. 

“Avremmo bisogno di un paio legislature per risolvere tutti i problemi”. Scherza ma neanche troppo Emilia Grazia De Biasi, PD, eletta presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, riassumendo il lavoro che da qui in avanti lei e i suoi colleghi dovranno affrontare. Perché “c’è bisogno di fare ordine e creare delle situazioni quadro all’interno della quali man mano affrontare i diversi temi”. A partire dalla sostenibilità del sistema sulla quale c’è una proposta di indagine conoscitiva con riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità. E comunque il piano di lavoro dice De Biasi “sarà fatto a partire dall’audizione del ministro che ci sarà martedì prossimo, perché l’intenzione della Commissione è quella di lavorare, seppur in autonomia, comunque in accordo con la Ministra”.
 
Presidente De Biasi, licenziato il decreto Balduzzi, su cosa si concentrerà il lavoro della Commissione?
Abbiamo iniziato il lavoro con ritardo e questo fa sì che vengano a maturazione tutta una serie di problematiche che vanno affrontate rapidamente in una situazione di crisi economica importante per la vita delle persone. Abbiamo fatto una fotografia e rilevato difformità nella qualità e quantità delle prestazioni offerte sul territorio che genera una disuguaglianza profonda di carattere sociale tra i cittadini. Non possiamo più permetterci di considerare i problemi della sanità in chiave esclusivamente economica.
 
State ragionando sulla sostenibilità del sistema?
La commissione ha scelto di lavorare sulla sostenibilità del sistema dal punto di vista dell’equità, della solidarietà, e soprattutto dell’universalità. Abbiamo deciso di istituire un’indagine conoscitiva sulla sostenibilità del sistema in cui avremo, com’è del tutto evidente, dei momenti di incontro con la Commissione Bilancio. Analizzeremo i problemi di carattere sociale e di rapporto tra l’ospedalizzazione e il territorio. Se ci sono esigenze di razionalizzazione nel sistema ospedaliero, è del tutto evidente che alla razionalizzazione deve corrispondere un servizio alternativo sul territorio. Il lavoro da aprire riguarda il territorio, la concezione del Ss sul territorio nazionale e la difformità da regione a regione. L’interpretazione del Titolo V della Costituzione ha prodotto una difformità di modelli sul territorio nazionale questo è un punto su cui lavorare moltissimo. Va bene il federalismo ma contemperato con il concetto del solidarismo. Non un regionalismo esasperato.
 
Sostenibilità significa anche eliminazione degli sprechi.
Abbiano bisogno di fare un check sulla situazione perché da tanto tempo non si fa. Faremo un passo alla volta confidando che il ministero ci dia una mano aprendo nuove piste di lavoro. Mi piacerebbe che la sanità non si considerasse solo dal punto di vista economicista degli sprechi che ci sono, ma al contempo dobbiamo considerare anche le tante buone pratiche che possono essere prese a modello ad esempio per fare una sanità che sia per tutti.
 
Cos’altro prevede la vostra agenda?
La seconda indagine conoscitiva che apriremo, in modo contestuale alla prima, riguarda le conseguenze dei danni ambientali sulla salute delle persone. Tema di straordinaria attualità per la vicenda dell’Ilva ma non solo. Non è un’indagine sull’Ilva. Il nostro obiettivo è fotografare la realtà italiana rispetto ad un tema che è molto ampio perché riguarda la sicurezza dei luoghi di lavoro, dunque la prevenzione fino allo sviluppo sostenibile.
Il terzo punto è la psichiatria. Perché gli Opg sono il segnale di malessere, ma il malessere nel mondo della salute mentale è molto più ampio. Partendo dal superamento degli Opg dovremo affrontare il tema in modo molto ampio a partire dalle strutture che dovranno essere non ospedaliere ma territoriali. Con le regioni dovremo lavorare su un piano nazionale della psichiatria e sulla salute mentale. Poi c’è il tema che riguarda la violenza sulle donne e in proposito ci sono una serie di proposte di legge sul femminicidio. La ministra Idem ha proposto una task-force multidisciplinare sulla violenze nei confronti delle donne e penso che la Commissione debba interessarsi nel merito per quel che riguarda la parte sanitaria di nostra competenza.
 
Ci sarà spazio per rimettere mano anche a tematiche etiche come la fecondazione assistita o al testamento biologico?
Per quanto riguarda i temi etici per il momento credo che ci siano altre priorità. Non c’è dubbio che il tema della sterilità nel nostro Paese richiede una legge di altra natura rispetto alla legge 40, meno crudele. E quindi lavorare contestualmente sul tema della ricerca in Italia sulle staminali sia già un primo passo in avanti considerato che il nostro Paese è tra i maggiori acquirenti al mondo di queste cellule. 

03 Giugno 2013

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