Legge concorrenza. Andi: “Non tutela la salute. Non escludiamo ricorsi”

Legge concorrenza. Andi: “Non tutela la salute. Non escludiamo ricorsi”

Legge concorrenza. Andi: “Non tutela la salute. Non escludiamo ricorsi”
Malcontenti per l'approvazione del Ddl concorrenza arrivano anche dall'Andi, l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani. Il presidente, Gianfranco Prada, ha detto che la categoria è pronta a continuare le proprie battaglie per tutelare la professione, anche attraverso dei ricorsi. L'obiettivo: ottenere norme più chiare.

“Il Ddl concorrenza, così come è stato approvato in via definitiva, non ci soddisfa perché non risolve il problema fondamentale della tutela del valore costituzionale della salute e della tutela delle professioni protette e regolamentate prevista dalla Costituzione”. Lo ha affermato il presidente dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (Andi), Gianfranco Prada, aggiungendo che l'insoddisfazione resta anche se con il testo definitivo “si è rimediato ad alcune storture rispetto a versioni precedenti”.
 
“Proseguiremo dunque le nostre battaglie – ha continuato Prada – supportate da forti pareri legali e giuridici, al fine di evitare che la professione venga esercitata da società non conformi alle norme e non registrate all'apposito registro tenuto presso gli Ordini provinciali, con chiari rischi per la tutela dei pazienti e della loro salute”.
 
Per il presidente Andi la nuova legge “rischia di aprire un fronte di contenziosi su quale tipo di società possa esercitare l'odontoiatria”, per questo, ha aggiunto “non escludiamo la possibilità di ricorsi. Difendiamo il modello libero-professionale e riteniamo che gli interessi puramente commerciali di buona parte delle società oggi operanti vadano a discapito dei pazienti, spesso oggetto di offerte e prestazioni indotte dalla necessità di puro lucro e non dall'appropriatezza delle cure".
 
Andi ribadisce “il valore della professione esercitata secondo canoni di eticità e presa in cura dei pazienti e, come per le altre professioni, ritiene il ‘compromesso’ delle Società tra Professionisti (StP) un giusto equilibrio per garantire il supporto del capitale in strutture societarie che mantengono però la guida dei professionisti stessi”.
 
“L’Andi – ha continuato Prada – ha sostenuto fin dalla presentazione del Disegno di Legge sulla Concorrenza una battaglia per regolamentare l’ingresso del capitale nella gestione dell’odontoiatria italiana. Nell’iter parlamentare è però venuta a mancare la discussione sugli emendamenti per regolamentare in modo corretto l'esercizio dell'odontoiatria da parte delle società. Il testo della legge ai commi 153,154,155,156 si occupa di odontoiatria, lasciando aperta la controversa e combattuta possibilità, come è avvenuto sino ad oggi, dell'ingresso di capitali in una professione protetta e regolamentata come la nostra. Unica novità sostanziale prevista dalla legge è l'obbligo per le società di avere un direttore sanitario iscritto all'Albo degli Odontoiatri, che può svolgere la sua funzione esclusivamente in una sola struttura”.
 
 
Per questi motivi Andi si è detta pronta a continuare le proprie azioni: “per combattere le società commerciali  – ha detto il presidente – sia per la discriminazione dell'odontoiatria rispetto alle altre professioni, sia perché lo stesso ministero dello Sviluppo Economico ha recentemente ribadito, con diverse circolari, come l'unico contesto nel cui ambito è possibile l'esercizio di professioni regolamentate in un sistema ordinistico, secondo i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile, sia quello della Società tra Professionisti. Il nostro obiettivo – ha concluso Prada – è ottenere norme chiare e certe”.

03 Agosto 2017

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