Legge stabilità. Nursind: “Tagli inaccettabili. Gli infermieri italiani guadagnano già pochissimo”

Legge stabilità. Nursind: “Tagli inaccettabili. Gli infermieri italiani guadagnano già pochissimo”

Legge stabilità. Nursind: “Tagli inaccettabili. Gli infermieri italiani guadagnano già pochissimo”
“In nome della “stabilità” si estendono il blocco delle retribuzioni pubbliche e i limiti al turn over del personale. Ci dovremmo sentire in colpa perché siamo dipendenti pubblici e garantiamo un pubblico servizio?”. “I nostri stipendi sono tra i più bassi d’Europa".

Pur comprendendo la gravità della crisi economica che affligge il Paese non possiamo non far notare ai cittadini e alla classe politica che gli infermieri italiani lavorano con stipendi tra i più bassi di Europa, sono una preziosa “risorsa” umana e professionale che sta invecchiando e che si usura, con responsabilità professionali sempre più crescenti. “Da questo Governo e da questo Parlamento (dove gli ex sindacalisti abbondano) penso – afferma Andrea Bottega segretario nazionale Nursind – ci si aspettava un cambio di rotta che andasse nella direzione della  normalizzazione delle dinamiche contrattuali ed occupazionali. La legge di stabilità, invece, introduce un taglio indiretto alla possibilità di erogare assistenza di qualità in quanto si risparmia sulla sostituzione del personale cessato e un taglio diretto sulle retribuzioni dei pubblici dipendenti che sono ferme al 2009 e lo rimarranno fino a tutto il 2017.”
 
In questo senso non si può non criticare quanto dichiarato ieri  dal primo Ministro Letta nella trasmissione “Otto e Mezzo”: “è una manovra neutra: né tagli né aumento di tasse”, “compito dei sindacati è firmare i contratti (!)”. Questa sarebbe neutralità che, di fatto, rende inutile la contrattazione e il ruolo dei sindacati e deprime chi lavora nei servizi pubblici. “Dovrei sentirmi in colpa perché si pensa che come dipendente pubblico ho il posto sicuro mentre nel privato si perde il lavoro? Per me non è così; – continua il segretario nazionale Nursind – se chiudessero gli ospedali o se le cure fossero solo a pagamento chi si prenderebbe cura di chi ha bisogno e non ha i soldi per pagarsi l’assistenza? Sembra che essere dipendente pubblico significhi appartenere a una casta: ricordiamo allora che un infermiere guadagna 1.600 euro al mese lavorando in turno le notti e le domeniche. Eppure è proprio questa l’equazione che i recenti governi hanno assunto a postulato delle proprie politiche, veicolando un simile messaggio  alla popolazione e distogliendo l’attenzione dai costi degli enti inutili, mettendo tutti i servizi allo stesso livello d’importanza, non toccando i privilegi della politica e dei servizi a loro vicini, legittimando ogni intervento legislativo contro chi quotidianamente garantisce i servizi essenziali ai cittadini con una dinamica retributiva e occupazionale in forte calo (- 4,8% tra il 2011 e il 2012; fonte Aran: Rapporto semestrale sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici, giugno 2013).”
 
Il Governo – prosegue la nota del sindacato – dice: scongiurato l’aumento dei ticket per un importo di 2 miliardi di euro; nessun taglio alla spesa farmaceutica o ai LEA. Ricordiamo che i soldi per sostenere il bilancio dello Stato vanno presi dove ci sono (il 10% della popolazione detiene quasi la metà della ricchezza del Paese), che la spesa sanitaria italiana è tra le più basse d’Europa (quasi il 24% in meno rispetto alla media dei principali Paesi UE) e che a garantire la qualità delle cure e dell’assistenza sono i professionisti che lavorano, almeno per valore alla pari dei mezzi (farmaci e macchinari) che usano.
 
Nursind – continua – è portavoce di questo disagio che la categoria vive assieme a tutte quelle figure che garantiscono i servizi sanitari pubblici e chiede ai parlamentari che hanno ricoperto ruoli importanti nella dirigenza sindacale di prendere una netta posizione in difesa dei dipendenti pubblici dato che anche la base sindacalizzata ha contribuito alla loro “fortuna” politica.
 
Non dichiareremo lo sciopero – conclude Nursind – perché non ce lo possiamo permettere economicamente e perché, di fatto, lavoriamo già al limite dei contingenti minimi per garantire i servizi essenziali ai cittadini i quali, come noi, sono già provati dalla profonda crisi. Siamo consapevoli che sarà anche quasi impossibile che il blocco economico venga stralciato dalla norma ma non mancheremo di far sentire la nostra voce nelle manifestazioni, nei luoghi di lavoro e alle prossime elezioni!

22 Ottobre 2013

© Riproduzione riservata

Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti
Decreto PA. Un commissario per smaltire le scorte Covid, le liste d’attesa tornano al Siveas e il controllo sulle agende di prenotazione passa ad Agenas. Saltano l’aumento delle tariffe ospedaliere e la proroga dei gettonisti

Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al Decreto PA nei giorni scorsi, il provvedimento che contiene misure urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione. Tra le norme...

Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno
Università. Bernini firma il decreto: 27.000 posti per Medicina, 3.000 in più rispetto a scorso anno

Il Ministro dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato il decreto che definisce i posti disponibili per l'immatricolazione ai corsi di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina...

Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata
Pnrr Salute. Missione 6 verso il traguardo, in chiusura la rendicontazione degli obiettivi per la X e ultima rata

Il Ministero ha raggiunto gli obiettivi previsti per il pagamento da parte dell’Europa della IX rata del PNRR Missione salute. Si tratta dei due target relativi all’utilizzo del Fasciolo Sanitario...

Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa
Caldo. Ministero: oltre 1.700 chiamate al numero 1500 dal 22 giugno. Proseguono monitoraggi e campagna informativa

Prosegue il monitoraggio delle ondate di calore e la campagna di informazione del Ministero della Salute per limitare gli effetti delle alte temperature sulla salute, in un'estate caratterizzata da ripetuti...