Liberalizzazioni. Bubbico (Pd):  “Per noi la linea resta quella dell’Antitrust”

Liberalizzazioni. Bubbico (Pd):  “Per noi la linea resta quella dell’Antitrust”

Liberalizzazioni. Bubbico (Pd):  “Per noi la linea resta quella dell’Antitrust”
Intervista al relatore Pd in Commisione Industria del Senato. Le liberalizzazioni in materia di farmacie dovranno tornare sulla linea indicata a inizio gennaio dall'Authority. "E' un settore dominato dal monopolio a svantaggio dei consumatori. E finora nesuno ci ha convinto del contrario".

Sul decreto liberalizzazioni si profila una netta spaccatura tra i due maggiori partiti che sostengono il Governo. Basta sentire come la pensano i due relatori alla Commisione Industria del Senato, Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl). Mentre quest'ultima si dichiara d'accordo con molte delle osservazioni fornite ieri da Federfarma in audizione, Bubbico, che abbiamo raggiunto telefonicamente questa mattina, riafferma che la posizione del Pd sulle farmacie resta quella contenuta nel documento dell'Antitrust elaborato prima dell'emanazione del decreto legge. Ecco cosa ci ha detto:
 
Senatore Bubbico, ieri in Commissione Industria al Senato c’è stata l’audizione di Federfarma che ha ribadito le sue posizioni, condivise anche dalla sua collega Vicari. Lei che idea si è fatto?
Noi le audizioni non le facciamo per condividere o meno le posizioni, quanto piuttosto per acquisire elementi utili al fine di costruire le decisioni tenuto conto delle posizioni di tutti i soggetti in campo.
 
Uno degli elementi di criticità lamentati da Federfama è l’aumento del numero di farmacie. Lei che ne pensa?
La posizione di Federfarma su questo è nota. Per quanto mi riguarda io sto alla valutazione dell’Antitrust che è organismo indipendente e che sostiene che questo è un settore dominato dal monopolio a svantaggio dei consumatori e che chiede di allargare il mercato operando in una condizione di tutela degli interessi generali. L’Antitrust esprime un parere che tiene conto dell’interesse generale di tutti i cittadini: che siano professionisti, quindi anche farmacisti, o consumatori. Federfarma è invece un sindacato che rappresenta gli interessi dei titolari di farmacia ed è giusto che sostengano le loro posizioni. Quindi noi valuteremo i contributi offerti dalle singole categorie ma, per quanto mi riguarda, in relazione alla valutazione dell’Antitrust che è un organismo terzo, indipendente, autorevole e che, ripeto, tutela gli interessi di tutti.
 
Pensa che ci siano gli spazi di manovra per intervenire sul decreto?
Io credo che sarebbe utile che il decreto risultasse coerente con le indicazioni dell’Antitrust.
 
E che ne pensa del fatto che l’Antitrust suggerisce la liberalizzazione del farmaco di fascia C mentre nel decreto questo non c’è?
Penso quello che le ho detto: che il decreto vada reso coerente con il documento dell’Antitrust.
 
Quindi per lei quel documento è una sorta di faro.
Diciamo che finora i contributi delle singole parti non hanno scalfito la posizione ufficiale assunta dall’Autorità per la garanzia della concorrenza e del mercato. Quindi mi pare saggio fare riferimento a quel documento noi facciamo gli interessi di tutti non possiamo rappresentare gli interessi di una parte.
 
Il Partito democratico presenterà degli emendamenti?
Certo, però, come ho detto, noi saremo più in linea con l’Antitrust che con le associazioni di categoria, salvo che le associazioni di categoria non dimostrino che l’Autorità non abbia detto delle sciocchezze. E per il momento non mi pare sia così.

03 Febbraio 2012

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