Licenze sale giochi e scommesse: dal ministero dell’Interno le linee guida per il rispetto delle distanze e delle regole contro la ludopatia

Licenze sale giochi e scommesse: dal ministero dell’Interno le linee guida per il rispetto delle distanze e delle regole contro la ludopatia

Licenze sale giochi e scommesse: dal ministero dell’Interno le linee guida per il rispetto delle distanze e delle regole contro la ludopatia
La circolare del ministero per il rilascio delle licenze prevede il rispetto delle distanze minime da luoghi sensibili e  fa esplicito riferimento all’intesa in Conferenza Unificata del 7 settembre 2017, con cui sono stati previsti impegni per realizzare un'equilibrata distribuzione sul territorio delle sale scommesse e degli altri giochi leciti. Confermata l'esigenza di adottare sistemi per una razionalizzazione della presenza delle attività di gioco e scommesse “in un'ottica volta ad evitare le gravi conseguenze  sociali  determinatesi, anche a seguito di fenomeni di ludopatia”. LA CIRCOLARE.

Arriva dal ministero dell'Interno una circolare operativa alle questure e alle prefetture per il rilascio delle licenze di attività di raccolta di scommesse, di sale giochi con apparecchi videolottery e sale bingo perché siano rispettate le distanze minime da luoghi sensibili.

La circolare del ministero, oltre che alle leggi in materia di autorizzazioni e procedimenti amministrativi, fa esplicito riferimento all’intesa raggiunta in Conferenza Unificata il 7 settembre 2017, con la quale sono stati previsti impegni anche a carico delle Regioni e degli Enti locali per realizzare un'equilibrata distribuzione sul territorio delle sale scommesse e degli altri giochi leciti , tenendo conto dell'ubicazione degli investimenti esistenti.


 


L'intesa  conferma la piena attualità, ricorda la circolare, dell'esigenza di adottare sistemi per una razionalizzazione della presenza delle attività di gioco e scommesse nell'ambiente urbano, “in un'ottica volta ad evitare le gravi conseguenze  sociali  determinatesi, anche a seguito di fenomeni di ludopatia”.

L'obiettivo dell’intesa, lo ricordiamo, è proprio quello di regolare la distribuzione dell'offerta di gioco sul territorio, tenendo conto delle accresciute esigenze sociali.

Regioni ed Enti locali hanno sottolineato nel documento che in passato si è accettato  si  diffondesse   l'aumento   del  gioco   legale,  in  particolare   delle  slot, moltiplicando l'offerta sul territorio, con l'obiettivo, di arginare la diffusione incontrollata dell'offerta di gioco illegale, provocando però una nuova emergenza sociale che ha costretto gli Enti locali, in mancanza di regole nazionali, a scelte restrittive.

In questo senso l’intesa prevede di ridurre l'offerta di gioco, sia dei volumi che dei punti  vendita, attraverso l’anticipo della riduzione delle AWP (gli apparecchi elettronici che erogano vincite in denaro).
La proposta del Governo scritta nell’intesa prevede anche che Regioni ed Enti locali adottino nei rispettivi piani urbanistici e nei regolamenti comunali, criteri che, tenendo anche conto della ubicazione degli investimenti esistenti, relativi agli attuali punti di vendita con attività di gioco prevalente, per garantire la tutela della salute pubblica e della pubblica sicurezza, consentano una equilibrata distribuzione nel territorio allo scopo di evitare il formarsi di ampie aree nelle quali l'offerta di gioco pubblico sia o totalmente assente o eccessivamente concentrata.

La circolare dell’Interno in questo senso prevede che la Questura, in sede di rilascio della licenza, debba tenere conto anche della disciplina regionale e locale in tema di distanze minime da luoghi qualificati come "sensibili" e che la licenza possa essere rifiutata per motivi di “igiene”. Il questore può dare in questo senso rilievo a “cause ostative attinenti al mancato rispetto di normative regionali o locali” che, in funzione di contrasto al fenomeno del gioco d'azzardo patologico, fissino limiti alla localizzazione di sale gioco.

Dal punto di vista operativo, il privato che chiede la licenza, al momento della presentazione della domanda dovrà attestare il rispetto delle distanze minime stabilite da leggi e da regolamenti regionali o da regolamenti del Comune.
L’attestazione si aggiungerà all'autocertificazione della conformità dei locali e alle norme in materia di urbanistica, edilizia, igiene; sanità e polizia urbana e a quella specifica alla destinazione d'uso dell'immobile.

Una volta avviato ii procedimento, il questore provvederà alla verifica delle dichiarazioni, chiedendo, in particolare, al di procedere al controllo, “esprimendosi in merito al rispetto delle distanze minime eventualmente prescritte dalla normativa regionale e/o locale”.

05 Aprile 2018

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