Liste di attesa, M5S: “Per snellirle bastano servizi web e sanzioni per i direttori generali”

Liste di attesa, M5S: “Per snellirle bastano servizi web e sanzioni per i direttori generali”

Liste di attesa, M5S: “Per snellirle bastano servizi web e sanzioni per i direttori generali”
Approdata in Aula a Montecitorio la mozione M5s su liste d’attesa e intramoenia. I deputati pentastellati convinti che l’implementazione del servizio di prenotazione esclusivamente mediante web e l'applicazione delle misure sanzionatorie nei confronti dei direttori generali per il mancato rispetto della normativa sulla libera professione, permetteranno di dire addio ai tempi di attesa.

“Basta tempi delle liste d’attesa dilatati all’infinito e forme di intramoenia che sfuggono ai controlli e al monitoraggio. Il nostro sistema sanitario può e deve garantire l’erogazione dei servizi e attraverso la nostra mozione proponiamo soluzioni in tal senso che possono anche portare a una riduzione dei fenomeni corruttivi, seguendo le indicazioni della determinazione n.12 dell'ANAC del 28 Ottobre 2015 . Tra i punti che riteniamo imprescindibili ci sono l’attivazione o l’implementazione del servizio di prenotazione esclusivamente mediante infrastruttura in rete e l'applicazione delle misure sanzionatorie nei confronti dei direttori generali per il mancato rispetto della normativa sulla libera professione, già previste dalla Legge 120/2007 come modificata dal Decreto Balduzzi”.
 
Così i deputati M5s in commissione Affari Sociali commentano la mozione a prima firma Giulia Grillo, presentata ieri in discussione generale a Montecitorio.

“Il Cup (Centro unico di prenotazione), le cui linee guida risalgono al 2010, deve essere realizzato integralmente – hanno continuato i deputati M5s  – garantendo le funzionalità previste per il CUP WEB. Come previsto anche dall'articolo 3 del D.Lgs 124/98 le aziende sanitarie devono provvedere ad aumentare i tempi di utilizzo delle apparecchiature e delle strutture aumentando la capacità di offerta anche in orari serali e in giorni feriali. Per la libera professione, le aziende, devono inoltre inderogabilmente fissare annualmente i volumi delle prestazioni, obbligo questo per il quale risultano totalmente adempienti solo 4 regioni, monitorando che tali volumi non superino quelli istituzionali”.
 
“Va altresì garantita – sottolineano – la tracciabilità della fatturazione della libera professione, la contabilità separata e la messa in rete di tutte le strutture esterne presso le quali viene effettuata l'intramoenia, pena la sospensione della stessa. Ancora, l’agenda delle prenotazioni non deve essere gestita dal professionista ma direttamente dalla struttura aziendale di cui lo stesso è dipendente o al massimo co-gestita da entrambi. Le aziende inoltre sui propri siti web dovranno garantire la visibilità della voce dei tempi d'attesa e il riferimento chiaro ai tempi massimi previsti dalla normativa. Per i cittadini, chiediamo che qualora la prestazione superi i tempi massimi e la struttura non abbiamo adempiuto nell'aumentare il sistema di offerta come previsto al comma 12 dell'articolo 3 D. Lgs 124/98, sia garantita la prestazione anche in intramoenia con il solo costo del ticket a suo carico, come indicato al comma 13 della medesima norma".

"Inoltre – hanno aggiunto – sollecitiamo il governo a dimostrare un maggiore impegno rispetto ai problemi relativi alle liste d’attesa, mai affrontati dagli ultimi governi. Dunque chiediamo che al più presto venga presentato al Parlamento una bozza del nuovoPiano nazionale per il governo dei tempi d’attesa e che questo preveda la realizzazione di una piattaforma tecnologica, sul modello del Programma Nazionale Esiti. Chiediamo – hanno concluso i deputati M5s –  che venga prevista una relazione annuale al Parlamento da parte del Ministero sul monitoraggio dei tempi d'attesa e sull'attuazione di quanto previsto dalle Linee Guida nazionali del sistema CUP chiedendo anche un impegno di spesa nel DEF per stanziare le eventuali somme necessari ad investimenti per le infrastrutture digitali atte a garantirne la piena funzionalità laddove non si sia ancora realizzata".

11 Aprile 2017

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