Lorenzin corregge il tiro sui risparmi in sanità: “30 miliardi era una provocazione. Quelli possibili sono 15. Ma metterei la firma su 10”

Lorenzin corregge il tiro sui risparmi in sanità: “30 miliardi era una provocazione. Quelli possibili sono 15. Ma metterei la firma su 10”

Lorenzin corregge il tiro sui risparmi in sanità: “30 miliardi era una provocazione. Quelli possibili sono 15. Ma metterei la firma su 10”
Il ministro fa un passo indietro rispetto a quanto dichiarato giorni fa in coincidenza con la presentazione della spending review a Palazzo Chigi. Ma resta ferma su un punto: “La spending in sanità è il Patto per la salute. E tutti i risparmi vanno reinvestiti nel settore”. Lo dice questa mattina in un’intervista al Sole 24 ore. Ma nonostante i sorrisi, le distanza con Cottarelli restano. A lui quei soldi servono

Quando lunedì scorso il ministro Beatrice Lorenzin sparò la cifra di 30 miliardi in 5 anni effettivamente restammo tutti un po’ attoniti. E sì, perché risparmiare 6 miliardi l’anno nel comparto sanitario dopo i tagli, pari sostanzialmente alla stessa cifra operati dalle manovre Tremonti-Monti i cui effetti si stanno ancora manifestando, pareva veramente un traguardo a dir poco ambizioso. Se non addirittura pericoloso per la stessa tenuta del sistema.
 
E forse anche per questo oggi, in un’intervista a Roberto Turno su il Sole 24 ore, il ministro la butta quasi in battuta. Ministro, le chiede il giornalista, ma come si arriva a quei 30 miliardi? E lei: “Ma no: quello era un ragionamento di massima, una buona provocazione per tutti noi. È una cifra a cui si arriva sommando alcune elaborazioni dei maggiori istituti italiani sulle singole voci di spesa. Ma è evidente che sono studi disaggregati e che richiedono a loro volta investimenti. Sono proiezioni di una riforma complessiva che riguarda prevenzione, programmazione, esiti. Il tutto fatto con trasparenza. Sarebbe un grande successo se fosse meno della metà, 15 miliardi in cinque anni. Ma ci metterei la firma se arrivassimo a 10”.
 
Insomma: 30, 15, 10. Beh, c’è una bella differenza, non c’è che dire. E forse il ministro farebbe bene ad usare questi numeri con più parsimonia (visto che parliamo di risparmi), anche perché deve (ma non solo lei) prima di tutto convincere operatori e amministratori della sanità che altri tagli (ops…risparmi!) siano ancora possibili. Senza intaccare ancora qualità e quantità dei servizi e delle prestazioni erogati ai cittadini e senza penalizzare ulteriormente chi, nella sanità, ci lavora e che sta subendo un taglio lineare permanente (di cui non si parla mai) con il blocco dei contratti e di tutte le progressioni economiche spettanti, vivendo sotto il giogo di un blocco del tunr over che sta letteralmente “invecchiando” le corsie ospedaliere del nostro Paese.
 
E’ vero. A favore del ministro Lorenzin ci sono sicuramente le sue battaglie per evitare altri tagli alla sanità in questa legge di stabilità (anche se quelli al personale sanitario sono rimasti), come le va dato atto che, anche nell’intervista odierna al Sole, promette che tutti i nuovi risparmi saranno reinvestiti nel settore. Ma alla fine il dubbio che quei risparmi, vengano dal Patto o dal cilindro di Cottarelli poco importa, andranno ancora una volta a fare cassa, ci sono. Anche perché, se leggiamo le parole di oggi di Lorenzin e le mettiamo a confronto con quelle di ieri di Cottarelli che ribadiva che tutti i settori, sanità compresa, devono fare la loro parte, si capisce che, nonostante i sorrisi e le intese sbandierate dopo l’incontro a Lungotevere Ripa, tra i due resta un enorme solco.
 
Per Lorenzin i risparmi si possono ancora fare ma vanno tutti reinvestiti, quindi nemmeno un euro deve uscire dalla sanità. Per Cottarelli, invece, anche la sanità deve dare il suo contributo, altrimenti a quei 32 miliardi in tre anni, da risparmiare nel complesso della spesa pubblica italiana, promessi da Saccomanni per ridurre tasse, fare investimenti e abbassare il deficit non ci si arriverà mai. Poi, se in sanità a farli sarà Lorenzin, al neo Commissario in fondo non importa nulla. Anzi, tutto sommato, sarà una grana in meno per lui.
 
C.F.

C.F.

22 Novembre 2013

© Riproduzione riservata

Manovra. Schillaci: “Chiederò a Giorgetti più risorse per assunzioni a aumento stipendi per i professionisti sanitari”
Manovra. Schillaci: “Chiederò a Giorgetti più risorse per assunzioni a aumento stipendi per i professionisti sanitari”

“Vedrò il ministro Giorgetti a fine luglio e chiederò di aumentare la dote del Fondo sanitario come è sempre accaduto”. Lo ha detto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci in...

Autonomia differenziata. Dal Senato il primo via libera: risoluzioni identiche per quattro Regioni
Autonomia differenziata. Dal Senato il primo via libera: risoluzioni identiche per quattro Regioni

L’Assemblea di Palazzo Madama ha approvato ieri quattro risoluzioni identiche sugli schemi di intesa preliminare per l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia a Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto....

Morbillo. Alert del Ministero Salute: “Casi in forte aumento, coperture vaccinali insufficienti”
Morbillo. Alert del Ministero Salute: “Casi in forte aumento, coperture vaccinali insufficienti”

Il Ministero della Salute ha diffuso una circolare che fotografa una situazione preoccupante per quanto riguarda la circolazione del morbillo in Italia. Dopo un periodo di bassa incidenza, a partire...

Nuove tariffe Lea. Il Governo ci riprova dopo lo stop del Tar: ecco il nuovo decreto su specialistica e protesica. Impatto da 210 milioni di euro
Nuove tariffe Lea. Il Governo ci riprova dopo lo stop del Tar: ecco il nuovo decreto su specialistica e protesica. Impatto da 210 milioni di euro

Il Governo riparte da zero sulle tariffe dei Lea. A meno di due mesi dalla scadenza fissata dal Tar del Lazio, il Ministero della Salute ha trasmesso alle Regioni il...