Manovra. I medici dell’Aim: “Più Investimenti per il ricambio generazionale del Ssn”

Manovra. I medici dell’Aim: “Più Investimenti per il ricambio generazionale del Ssn”

Manovra. I medici dell’Aim: “Più Investimenti per il ricambio generazionale del Ssn”
"No ad un adeguamento contrattuale indifferenziato per tutti i dirigenti medici, sulla base della sola anzianità di servizio. Piuttosto, si investano parte delle risorse aggiuntive del Fondo sanitario Nazionale per premiare la produttività dei medici e per rimpinguare la già esigua dotazione finanziaria destinata alle nuove assunzioni". Questa la proposta lanciata dall'Associazione italiana medici.

Nell’ultimo giorno utile per la presentazione degli emendamenti alla Legge di stabilità 2017 in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati, l’Associazione Italiana Medici (Aim) rivolge un accorato appello al Parlamento ed al Governo affinchè si destinino adeguati investimenti a sostegno del ricambio generazionale all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.
 
"Diciamo no ad un adeguamento contrattuale indifferenziato per tutti i dirigenti medici, ovverossia sulla base del criterio esclusivo dell’anzianità di servizio, che da sempre penalizza le giovani generazioni che, invece, rappresentano la componente col maggiore potenziale produttivo in sanità – dichiara l’Aim -. Piuttosto, si investano parte delle risorse aggiuntive del Fondo Sanitario Nazionale, già individuate per il rinnovo dei contratti, in modo premiare le competenze e la produttività dei medici, misurate in base agli esiti, nonchè per rimpinguare la già esigua dotazione finanziaria destinata alle nuove assunzioni, pari a soltanto 75 milioni di euro, di cui al comma 13 dell’art. 59 del Disegno di Legge di Stabilità 2017".

Sino ad oggi, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza è stata garantita dai sacrifici di tutti i medici e dei profili non medici, e, tra questi, anche dai precari titolari di contratti a tempo determinato ed atipici, ovvero dalle generazioni più giovani che, peraltro, risultano essere oggettivamente svantaggiate rispetto alle precedenti generazioni, non soltanto per i noti problemi connessi alla condizione del precariato (discontinuità di rapporto, mancati scatti stipendiali, mancato rinnovo dei contratti per le donne medico in stato di gravidanza, ecc.), ma anche, ad esempio, per le previsioni sconfortanti in merito ai riconoscimenti pensionistici.

"La forza produttiva che la componente giovane della Professione medica può offrire, al di là del sacrosanto riconoscimento da tributare in termini di stabilizzazioni e nuove assunzioni a tempo indeterminato, consentirà altresì di sgravare la rimanente parte dei dipendenti pubblici della sanità dagli attuali eccessivi carichi di lavoro, diventati ormai insostenibili, anche in risposta all’esigenza di adeguamento alla normativa sui riposi compensativi – continua l’Aim -. Chiediamo uno scatto d’orgoglio alla politica, affinchè si assumano iniziative che escano fuori dagli schemi, adottando politiche lungimiranti in tema di risorse umane in sanità".

L’Aim non può fare a meno di registrare, infine, una mancata presa di posizione sul dibattito sollevato in tema di ricambio generazionale tanto da parte degli Ordini Professionali, Fnomceo in testa, quanto di una generazione sindacale, "ormai attempata, che sembrano curare preminentemente gli interessi di chi è in uscita dal sistema e che poi, magari, una volta in quiescenza, si ritroverà a prestare la propria opera in case di cura private accreditate, ricorrendo ad espedienti quali i rapporti di consulenza o i contratti libero professionali".

11 Novembre 2016

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