Manovra. La nota di aggiornamento del Def passa prima alla Camera per soli 3 voti, e poi al Senato

Manovra. La nota di aggiornamento del Def passa prima alla Camera per soli 3 voti, e poi al Senato

Manovra. La nota di aggiornamento del Def passa prima alla Camera per soli 3 voti, e poi al Senato
A Montecitorio passa con 319 voti anche la risoluzione di maggioranza, 193 i contrari e 3 gli astenuti. L'asticella è stata superata per soli 3 voti a causa delle assenze tra le fila della maggioranza. Al Senato via libera con 169 voti favorevoli, 123 contrari e 4 astensioni. Nel Nadef si conferma l'aumento di spesa di 2 mld per il Ssn. Presenti impegni a superare le disuguaglianze e garantire i Lea su tutto il territorio nazionale, rivedere i ticket e assumere nuovo personale e superare il superticket.

L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza alla Nota di aggioramento del Def. I voti a favore sono stati 319, 193 i contrari e 3 gli astenuti. Per questo voto era richiesta una maggioranza qualificata pari alla maggioranza assoluta. L'asticella è stata superata di soli 3 voti, a causa delle assenze nei partiti di maggioranza: sono mancati 14 deputati del M5s, 5 gli assenti nel Pd, "giustificati" spiegano dal gruppo, e assenti anche altri due deputati, uno di Leu e uno di Italia viva.
 
Poi arriva il via libera alla risoluzione di maggioranza anche al Senato con 169 voti favorevoli, 123 contrari e 4 astensioni.

 
Nel testo del Nadef, ricordiamo, è presente un apposito capitolo dedicato alla sanità. Queste le prossime sfide per il settore che vengono elencate:
– attenuare le disuguaglianze presenti in termini di accesso ai servizi e di variabilità regionale degli stessi garantendo l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) in modo uniforme su tutto il territorio nazionale;
– gestire l'invecchiamento della popolazione governando l'evoluzione della domanda in condizioni complesse e con più patologie;
– realizzare una migliore integrazione tra i sistemi sanitari, di assistenza sociale a sostegno dei processi di presa in cura;
– aumentare la promozione della salute e la prevenzione;
– prepararsi ai cambiamenti derivanti dal progresso scientifico e tecnologico rafforzando i processi di governo dell’innovazione;
– porsi in maniera trasversale su interventi di policy intersettoriale, con particolare riguardo alla sicurezza sul lavoro e ai risvolti sanitari delle grandi sfide ambientali e del cambiamento climatico.

Inoltre, si spiega ancora nel capitolo, "si rende inoltre necessaria una progressiva rivisitazione dell’attuale sistema di compartecipazione sulla base delle condizioni economiche reddituali, finalizzato a rendere il sistema più omogeneo ed equo. In particolare, tale fenomeno di discriminazione nell’accesso ai servizi è stato aggravato dall’introduzione del superticket che pertanto occorre progressivamente superare".
 
Quanto alle previsioni di spesa dei prossimi anni, nella nota di aggiornamento si trovano piccoli scostamenti rispetto al Def dello scorso aprileRicordiamo che si parla sempre di previsioni di spesa e non di finanziamento del servizio sanitario. Nel testo esaminato in serata a Palazzo Chigi la spesa per il 2019 raggiunge quota 118.560, salendo di quasi 500 milioni rispetto ai 118.061 inizialmente previsti. Stessa cosa anche per il 2020, 2021 e 2022 dove si registrano lievi incrementi rispettivamente di 643 milioni, 645 milioni e 644 milioni.
 
Quanto all'incidenza della spesa sanitaria sul Pil, si confermano i dati del Def per il triennio 2019-2021, ma nella nota di aggiornamento si passa nel 2022 al 6,5%, salendo così dello 0,1% rispetto alla stima precedente (6,4%). 
 

10 Ottobre 2019

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