Manovra sanità. Domani ultimo giorno per l’intesa tra Governo e Regioni. Ma potrebbe saltare tutto

Manovra sanità. Domani ultimo giorno per l’intesa tra Governo e Regioni. Ma potrebbe saltare tutto

Manovra sanità. Domani ultimo giorno per l’intesa tra Governo e Regioni. Ma potrebbe saltare tutto
Le posizioni, dopo un’apparente convergenza nella prima intesa del 26 febbraio, sembrano di nuovo inconciliabili. Dal Governo nessun segnale di apertura sugli emendamenti delle Regioni. Ma se salta l’accordo sarà Renzi a decidere i tagli. E chissà se non sia proprio quello che vogliono i Governatori

Domani pomeriggio scatta probabilmente l’ultima chance per l’intesa tra Governo e Regioni su come tagliare i 2,352 miliardi al fondo sanitario 2015. E’ vero che un ennesimo rinvio è sempre possibile, ma essendo ormai arrivati alla fine del primo quadrimestre dell’anno sembra difficile un nuovo rinvio, pena l’impossibilità di rendere praticabili le soluzioni ipotizzate per colmare il minor gettito finanziario del fondo ormai deciso con l’intesa del 26 febbraio scorso.
 
E così presidenti di Regioni e ministri dovranno provare a trovare un compromesso tra la proposta di intesa già presentata il 15 aprile, sulla quale, come è noto, le Regioni hanno però avanzato molte proposte emendative.
 
Tra le più spinose, quella della responsabilità patrimoniale per i medici prescrittori di esami e prestazioni inappropriate (sulla quale l’assessore Borsellino aveva prima detto che l’accordo col Governo c’era, per poi essere smentita qualche giorno dopo dal ministro Lorenzin) e sui farmaci.
 
Una partita, quest’ultima, molto complessa. Perché sia Renzi che Lorenzin non vogliono colpire ancor più di quanto ipotizzato il settore e poi perché in ballo c’è anche il fondo per l’innovazione, un cavallo di battaglia del Governo che sulla possibilità di curare l’epatite C con i nuovi farmaci (molto costosi ma certamente efficaci e risolutivi) ha preso impegni tali da non poter permettersi nessuna marcia indietro.
 
D’altra parte le Regioni, in testa al documento contenente i loro emendamenti, si erano premurate di scrivere che la loro accoglienza da parte del Governo era una condizione “irrinunciabile” per l’intesa.
 
A questo punto o una delle due parti farà qualche concessione all’altra o la rottura non è da escludere. Anche perché la palla e la “responsabilità” dei tagli passerebbe al Governo e forse questo scenario, fino a ieri inviso soprattutto a Chiamparino, potrebbe alla fine non dispiacere più di tanto ai Governatori. Una linea, quella dello scarico totale di responsabilità sull’Esecutivo, da sempre portata avanti dal Veneto (contrario all'intesa fin dall'inizio) e che domani potrebbe forse ricompattare il fronte regionale.
 
C.F.

C.F.

22 Aprile 2015

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