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Prestazioni inappropriate. Borsellino: “Governo e Regioni d’accordo: non deve pagarle il cittadino. Ma il medico o la struttura che le ha prescritte. E la responsabilità è patrimoniale”

L’emendamento all’Intesa sui tagli presentato ieri dalle Regioni, che prevede la sola responsabilità “patrimoniale” del medico prescrittore e anche della Asl, se il medico è un dipendente, e non più del cittadino, ha trovato l’assenso del Governo. Ad annunciarlo in questa intervista l’assessore alla sanità della Sicilia. Sui farmaci, invece, l'accordo non c'è ancora

16 APR - “Al di fuori delle condizioni di erogabilità le prestazioni sono a totale carico del cittadino”. È quanto recita il paragrafo relativo alle misure sulla riduzione delle prestazioni inappropriate di assistenza specialistica ambulatoriali contenute nella proposta d’Intesa sui tagli alla sanità approdata e poi rinviata ieri alla Stato Regioni. Una sanzione pesante per il cittadino, che però le Regioni hanno voluto cancellare con una proposta emendativa: se qualcuno deve pagare, hanno deciso, è chi ha prescritto la prestazione inappropriata. E la sua è una responsabilità “patrimoniale”.
Una proposta che ha ricevuto il placet del Governo.
 
Ad annunciarlo Lucia Borsellino, assessore alla Sanità delle Regione Sicilia a nome delle Regioni, nel corso della presentazione alla stampa della campagna itinerante del Tdm “La mia salute è un bene di tutti”.

 
“Abbiamo scongiurato con un emendamento alla proposta d’Intesa sulle misure di razionalizzazione ed efficientamento del sistema, una norma che prevedeva un aggravio dei costi dell’inappropriatezza sui cittadini – ci ha spiegato Borsellino al termine del convegno – l’inappropriatezza, dal momento che è una risorsa impiegata male, va fatta gravare su chi la induce non sul fruitore. Per questo va riconosciuto il danno sotto il profilo patrimoniale a carico di chi la eroga. E su questo punto c’è stata la massima condivisione da parte del Governo”.
 
Il concetto di inappropriatezza è assolutamente misurabile sotto alcuni aspetti, ha sottolineato ancora Borsellino: “Mi riferisco alla prescrizioni di farmaci per indicazioni per le quali il farmaco non è rimborsabili piuttosto che all’erogazione di prestazioni in setting assistenziali di ricovero. Ci sono categorie assolutamente identificabili come inappropriate ed è su qeuste che si tende a prevedere provvedimenti sanzionatorio”.
 
Quando parliamo di natura patrimoniale, ha poi aggiunto, “ci riferiamo al fatto che si debba rispondere in valore una prestazione che non può essere posta a carico del Ssn”. Bisogna poi fare un distinguo se si tratta di un medico convenzionato con il Ssn o di un medico che opera all’interno di un’organizzazione sanitaria più ampia. “È chiaro che se si tratta di un medico dipendente  - ha aggiunto – è l’organizzazione che ne paga le conseguenze nella misura in cui non viene remunerato il costo della prestazione o viene ridotto il rimborso al valore del setting assistenziale appropriato, e questa potrebbe essere la valida alternativa. Anche se questi sono meccanismi che già le Regioni hanno in parte messo in atto”.

Per quanto riguarda invece gli emendamenti sui farmaci proposti dalle Regioni, e in particolare quelli che prevedono il trasferimento in fascia C dei medicinali che non dovessero allinearsi ai nuovi prezzi di riferimento e quelli relativi ai farmaci innovativi, Borsellino ha tenuto a precisare che il Governo non si è ancora pronunciato.
 
E.M.

16 aprile 2015
© Riproduzione riservata


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