Medici fiscali. Conclusa indagine conoscitiva della Affari Sociali: “Si passi a polo unico in capo all’Inps”

Medici fiscali. Conclusa indagine conoscitiva della Affari Sociali: “Si passi a polo unico in capo all’Inps”

Medici fiscali. Conclusa indagine conoscitiva della Affari Sociali: “Si passi a polo unico in capo all’Inps”
Il documento presentato ieri sera verrà discusso nella prossima sessione dei lavori. Come spiegato dal presidente della XII commissione di Montecitorio, Pierpaolo Vargiu: "La riduzione del budget per le attività di controllo è stato un regalo per i furbi. Dal polo unico arriverebbero risposte alle esigenze dei medici fiscali e strumenti efficaci per la lotta all'assenteismo". IL DOCUMENTO CONCLUSIVO

Presentate le conclusioni dell’indagine conoscitiva sui medici fiscali promossa dalla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Nel documento presentato ieri, che verrà discusso nella prossima sessione di lavori, la Commissione sostiene che “la sostanziale permanenza di un doppio e diverso regime tra lavoratori del settore pubblico e privato non sembra trovare più giustificazione” e propone per questo di armonizzare e uniformare la disciplina dei controlli sulle assenze per malattia, individuando nell’Inps il soggetto unico a cui affidare lo svolgimento della funzione di controllo.

Per far fronte al costo di tale servizio, si potrebbe valutare un budget annuo complessivo tale da coprire una quota predefinita di visite di controllo per la PA, lasciando poi ad ogni amministrazione la possibilità di integrare tale quota ove risultasse necessario procedere ad un numero maggiore di controlli. Le normative più recenti – si legge nel documento – hanno dimostrato l’intenzione di porre in capo solo all’Inps le funzioni di vigilanza ed è stato dunque ritenuto ingiustificato il permanere di funzioni di accertamento dello stato di salute dei dipendenti assenti per malattia in capo alle aziende sanitarie, su incarico di enti pubblici. Si è poi aggiunto che i tagli di spesa hanno reso drammatica la situazione di molti medici che hanno svolto per molti anni in modo prevalente o addirittura esclusivo questo tipo di attività professionale. Un’attività regolata in via amministrativa in modo non uniforme sul territorio nazionale.

"La riduzione del budget destinato alle attività di controllo ha portato al calo dei controllo e degli accertamenti: un regalo ai furbi che penalizza i malati veri – ha commentato il presidente della XII commissione di Montecitorio, Pierpaolo Vargiu (SC) -. Dal polo unico in capo all'Inps arriverebbero risposte alle esigenze dei medici fiscali e strumenti efficaci ed efficienti per vincere la lotta all'assenteismo".
 
Secondo la Commissione Affari Sociali, oltre a una raccolta sistematica dei dati sui controlli, serve dunque:
– chiarezza sulle condizioni contrattuali, con un regime di incompatibilità omogeneamente applicato capace di escludere sovrapposizioni tra i ruoli di certificatore e verificatore dello stesso stato di malattia;
– un ricorso al medico fiscale in base a graduatorie nazionali che rispettino la vigente normativa che prevede l’obbligo di attingere a liste speciali ad esaurimento nelle quali vanno inseriti anche i medici che svolgono analoga attività presso le Asl;
– un percorso di fidelizzazione del personale sanitario anche attraverso il ricorso alla professionalità del medesimo, verificando ad esempio la possibilità che siano chiamati a partecipare alle commissioni per certificazioni di invalidità e, da ultimo, l’esclusione dalle suddette liste di chi è già in quiescenza.
 
Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

16 Maggio 2014

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