Milleproroghe. Slitta al 1 gennaio 2015 la nuova remunerazione di farmacie e grossisti

Milleproroghe. Slitta al 1 gennaio 2015 la nuova remunerazione di farmacie e grossisti

Milleproroghe. Slitta al 1 gennaio 2015 la nuova remunerazione di farmacie e grossisti
Lo prevede il decreto legge appena pubblicato in Gazzetta che rinvia le disposizioni della spending review di Monti che prevedevano l’avvio di un nuovo sistema di remunerazione per la filiera distributiva del farmaco. Le nuove regole sarebbero dovute scattare dal 1 gennaio 2013 ma il termine era già stato prorogato dalla legge di stabilità di Monti.

Ancora un anno di tempo per trovare un accordo sul nuovo sistema di remunerazione della filiera distributiva del farmaco. Lo prevede il decreto legge “Milleproghe” appena pubblicato in Gazzetta che posticipa al 1 gennaio 2015 l’entrata in vigore del nuovo sistema di cui parlava la “spending review” di Monti del 2012.
 
All’art. 7 del Milleproroghe è infatti previsto che “All'articolo 15, comma 2, del decreto-legge 6  luglio  2012,  n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,al quinto periodo, le parole: "1° gennaio 2013" sono sostituite dalleseguenti: "1° gennaio 2015".
 
Ma cosa doveva accadere entro il 1 gennaio 2013 (data del resto già posticipata a giugno con possibilità di slittamento ulteriore a dicembre dalla legge di stabilità 2013)?
 
Doveva accadere che l’attuale sistema di remunerazione per grossisti e farmacie fosse messo in cantina e sostituito da un nuovo sistema “definito – come citava la legge di spending review – con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sulla base di un accordo tra le associazioni di categoria maggiormente rappresentative e l'Agenzia italiana del farmaco per gli aspetti di competenza della medesima Agenzia, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, secondo i criteri stabiliti dal comma 6-bis dell'articolo 11 del decreto-legge 31 marzo 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122”.
 
Ma non basta. La stessa spending review, forse ipotizzando ritardi nella messa a punto di un accordo, prevedeva che “In caso di mancato accordo entro i termini di cui al periodo precedente, si provvede con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sentite le Commissioni parlamentari competenti”.
 
Insomma, a rileggerlo ora sembrava proprio un testo blindato. Ma la blindatura è durata pochissimo se già a fine dicembre 2012 con la legge di stabilità si prevedeva di far slittare al 30 giugno 2013 l’entrata in vigore del nuovo sistema dando la possibilità di un’ulteriore proroga al 31 dicembre in caso di mancato accordo.
 
A questo punto c'è un altro anno di tempo per trovare l'accordo e varare così il nuovo sistema di remunerazione. Anche perché, come prevede la stessa spending review 2012, "Solo con l'entrata in vigore del nuovo metodo di remunerazione, cessano di avere efficacia le vigenti disposizioni che prevedono l'imposizione di sconti e trattenute su quanto dovuto alle farmacie per le erogazioni in regime di Servizio sanitario nazionale".

31 Dicembre 2013

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