Numero chiuso. Saitta (Regioni): “Abolizione sarebbe un boomerang. Priorità è aumentare borse per le specializzazioni”

Numero chiuso. Saitta (Regioni): “Abolizione sarebbe un boomerang. Priorità è aumentare borse per le specializzazioni”

Numero chiuso. Saitta (Regioni): “Abolizione sarebbe un boomerang. Priorità è aumentare borse per le specializzazioni”
Il coordinatore della commissione Salute interviene sulla proposta del Governo che prevede un percorso per l’abolizione del numero chiuso. “Prendiamo atto che per Esecutivo è ‘un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i Ministeri competenti e la Conferenza dei rettori’, stupisce comunque il fatto che non si faccia cenno ad un confronto preventivo con le Regioni”.

“L’abolizione del numero chiuso nelle facoltà di medicina è un boomerang, dà luogo a molte criticità e non offre opportunità concrete agli studenti”, lo ha dichiarato Antonio Saitta, coordinatore della commissione Salute a margine della riunione odierna degli assessori regionali.
 
“Prendiamo atto delle precisazioni del Governo che definisce il superamento del numero chiuso come ‘un obiettivo politico di medio periodo per il quale si avvierà un confronto tecnico con i Ministeri competenti e la Conferenza dei rettori’, stupisce comunque il fatto che non si faccia cenno ad un confronto preventivo con le Regioni. Attendiamo di conoscere nel dettaglio ed approfondire le misure che saranno previste. Fra l’altro incontreremo la Ministra Giulia Grillo nella Conferenza delle Regioni di domani 18 ottobre e sicuramente su questo tema chiederemo ulteriori delucidazioni.
 
"In ogni caso la strada da percorrere, secondo le Regioni, è un’altra e parte – ha spiegato Saitta – da una puntuale definizione del fabbisogno formativo di personale sanitario, come abbiamo già detto in Parlamento sin dal 18 luglio scorso. A quel punto bisogna puntare su un netto aumento delle borse di studio di specializzazione, incrementando il numero dei contratti di formazione specialistica finanziati dallo Stato, rispondendo in maniera puntuale ai fabbisogni espressi dalle Regioni. Poi si deve ragionare sulla revisione dei contenuti formativi dei corsi universitari e degli attuali profili professionali".
 
"In questo modo – ha concluso Saitta – creiamo davvero opportunità e non false aspettative”.

17 Ottobre 2018

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