Busia (Anac): “Trasparenza, digitalizzazione e competenze sono le chiavi per ridurre sprechi, liste d’attesa e rischi corruttivi in sanità”

Busia (Anac): “Trasparenza, digitalizzazione e competenze sono le chiavi per ridurre sprechi, liste d’attesa e rischi corruttivi in sanità”

Busia (Anac): “Trasparenza, digitalizzazione e competenze sono le chiavi per ridurre sprechi, liste d’attesa e rischi corruttivi in sanità”

Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, ascoltato dalla Commissione Affari sociali della Camera, ha indicato le principali criticità del Servizio sanitario nazionale: gestione opaca delle liste d’attesa, accreditamenti, contratti pubblici, gettonisti e nomine dei vertici delle aziende sanitarie. “L’8% delle segnalazioni dei whistleblower riguarda la sanità”. Tra le proposte: piattaforme digitali integrate, indicatori di performance, maggiore trasparenza e rafforzamento delle competenze delle stazioni appaltanti.

La trasparenza come strumento non solo di prevenzione della corruzione, ma anche di miglioramento dell’efficienza del Servizio sanitario nazionale. È questo il messaggio centrale dell’audizione del presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, davanti alla Commissione Affari sociali della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nelle Regioni.

Busia ha inquadrato il fenomeno della corruzione in un’accezione più ampia, come “cattiva amministrazione”, sottolineando come nella sanità essa si traduca in un utilizzo inefficiente delle risorse pubbliche, conflitti di interesse e sprechi che incidono direttamente sui diritti fondamentali dei cittadini.

Un dato significativo riguarda il whistleblowing. “L’8% delle segnalazioni che riceviamo riguarda la sanità”, ha evidenziato il presidente dell’Anac, spiegando che le denunce riguardano soprattutto mala gestione nei reparti, anomalie negli appalti, irregolarità nelle liste d’attesa e clientele negli incarichi. “Non vogliamo criminalizzare il sistema – ha precisato – ma questi fenomeni richiedono un’attenzione costante da parte di tutte le istituzioni”.

Liste d’attesa: “La gestione opaca genera sfiducia”

Ampio spazio è stato dedicato alle liste d’attesa, considerate uno degli ambiti più esposti ai rischi di cattiva amministrazione.

Secondo Busia, una gestione non trasparente favorisce “fenomeni elusivi, rischi di favoritismi e disuguaglianze territoriali”, oltre ad alimentare il passaggio improprio dall’attività istituzionale a quella libero-professionale intramoenia, con costi aggiuntivi per i cittadini e conseguenze sull’equità di accesso alle cure.

Tra le criticità evidenziate figurano anche l’utilizzo non corretto delle priorità cliniche e il fenomeno del drop out, cioè i cittadini che prenotano una prestazione ma poi non si presentano senza disdire l’appuntamento, contribuendo all’allungamento delle liste.

Per affrontare queste problematiche, l’Anac propone l’obbligo di disdetta delle prenotazioni, sistemi automatici di recall e una maggiore tracciabilità delle liste attraverso la pubblicazione dei criteri di formazione e delle classi di priorità.

Busia ha inoltre espresso un giudizio positivo sulla Piattaforma nazionale delle liste d’attesa sviluppata da Agenas, auspicando però che venga collegata alla futura Piattaforma unica della trasparenza dell’Anac, così da offrire ai cittadini un unico punto di accesso alle informazioni.

“Non basta pubblicare i dati – ha spiegato – occorre costruire indicatori di efficienza che consentano sia ai cittadini sia alle stesse strutture sanitarie di misurare le performance e intervenire dove emergono criticità”.

Accreditamenti e rapporto pubblico-privato

Nel passaggio dedicato all’accreditamento delle strutture private, Busia ha sottolineato come il corretto dimensionamento del fabbisogno rappresenti il principale presidio contro possibili distorsioni.

“La determinazione del fabbisogno è l’elemento chiave per evitare che gli accreditamenti siano influenzati da pressioni esterne anziché dai bisogni di salute”, ha affermato.

L’Anac suggerisce controlli lungo tutte le fasi del procedimento, verifiche concomitanti e sistemi di valutazione delle performance per evitare proroghe automatiche degli accreditamenti prive di una reale verifica dei risultati ottenuti.

Appalti sanitari: “Servono competenze e controllo sugli algoritmi”

Particolarmente articolata l’analisi sui contratti pubblici.

Secondo il presidente dell’Anac, una delle principali criticità riguarda l’insufficiente capacità delle amministrazioni di gestire contratti complessi, soprattutto nei partenariati pubblico-privato, dove spesso il rischio rimane in capo al settore pubblico.

Busia ha richiamato anche l’attenzione sull’utilizzo crescente di sistemi informatici e algoritmi nei processi di acquisto.

“Non sempre la stazione appaltante è in grado di controllare l’algoritmo”, ha osservato, evidenziando il rischio di una delega di fatto di funzioni pubblicistiche ai soggetti privati.

Tra le raccomandazioni figurano modelli standardizzati per la dichiarazione dei conflitti di interesse, maggiore attenzione alle sponsorizzazioni delle imprese, verifiche sul costo complessivo delle apparecchiature sanitarie, comprensivo della manutenzione, e investimenti nella qualificazione delle stazioni appaltanti.

Gettonisti: “Fenomeno che impoverisce il Ssn”

Busia ha ricordato come l’Anac sia stata tra le prime istituzioni a segnalare le criticità legate al ricorso ai cosiddetti gettonisti.

Secondo il presidente dell’Autorità, questo sistema ha determinato un progressivo svuotamento delle competenze delle strutture pubbliche, attirando personale medico e infermieristico verso contratti economicamente più vantaggiosi, con un aumento dei costi e una riduzione della qualità dell’assistenza.

Nomine dei direttori generali: “Occorre rafforzare professionalità e trasparenza”

Rispondendo alle domande dei deputati, Busia ha affrontato anche il tema delle nomine dei direttori generali di Asl e ospedali.

Pur riconoscendo il ruolo istituzionale delle Regioni, ha osservato che l’attuale sistema richiede una riflessione.

“Occorre rafforzare moltissimo i criteri di professionalità”, ha dichiarato, aggiungendo che “la partecipazione o l’appartenenza politica non può essere il criterio che guida queste scelte”.

Secondo il presidente dell’Anac, è necessario rendere più trasparenti anche le procedure di reclutamento del personale sanitario, collegando programmazione dei fabbisogni, dati e assunzioni, e misurando i dirigenti sulla base dei risultati effettivamente raggiunti.

Regionalismo e trasparenza

Interpellato sul rapporto tra regionalizzazione e controlli, Busia ha riconosciuto l’esistenza di profonde differenze territoriali, ma ha evidenziato come la trasparenza e la digitalizzazione possano favorire la diffusione delle migliori pratiche.

Ha inoltre sottolineato l’importanza della collaborazione tra Regioni, in particolare attraverso le centrali di committenza, per condividere competenze, aumentare l’efficienza degli acquisti e realizzare economie di scala.

In conclusione, il presidente dell’Anac ha ribadito che “trasparenza, digitalizzazione, professionalizzazione delle amministrazioni e responsabilizzazione dei cittadini” rappresentano gli strumenti principali per migliorare il funzionamento del Servizio sanitario nazionale, ridurre gli sprechi e garantire un’applicazione più uniforme dei Lea su tutto il territorio nazionale.

21 Luglio 2026

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