Opg: più carcere che ospedale

Opg: più carcere che ospedale

Opg: più carcere che ospedale
La testimonianza di un viaggio-indagine che la Commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn ha condotto tra giugno e luglio negli ospedali psichiatrici giudiziari. La fotografia è agghiacciante: persone legate ai letti, sporcizia, totale assenza di percorsi terapeutici, abbandono.

È stato un viaggio nel “mondo degli ultimi tra gli ultimi”, una “via crucis tra un’umanità vilipesa e oltraggiata”, sono i condannati all’”ergastolo bianco”, coloro che “vivono in un limbo dove i diritti sono sospesi”. Hanno usato queste parole i senatori Ignazio Marino (PD), Michele Saccomanno (PdL) e Daniele Bosone (PD) per testimoniare quello che hanno visto durante la visita compiuta negli ospedali psichiatrici giudiziari italiani (Opg).
 
“Persone legate ai letti, gravi carenze e illegalità, abbandono dei pazienti, totale assenza di percorsi terapeutici, indifferenza da parte dei dirigenti di struttura”. Questo è ciò che si sono trovati di fronte nelle sei strutture visitate dai membri della Commissione ovvero: Barcellona Pozzo di Gotto (Me), Aversa (Ce), Secondigliano (Na), Montelupo (Fi), Reggio Emilia e Castiglione delle Stiviere (Mn). Un viaggio effettuato nei mesi di giugno e luglio per “incontrare” i circa 1500 internati. Un’indagine quella della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Ssn, presieduta da Marino, che è stato condotta nell’ambito della più ampia inchiesta sulla medicina territoriale.
 
La testimonianza dei tre senatori è un urlo di dolore per denunciare le condizioni di drammatica criticità in cui vivono queste persone, strutture risalenti agli anni ’70 che hanno sostituito i vecchi manicomi criminali. “Deficit strutturali e igienico sanitari – hanno riferito i tre parlamentari – , carenze del personale sanitario e di polizia penitenziaria, intollerabile sovraffollamento. Tra i due profili quello sanitario e quello penitenziario prevale l’approccio carcerario ed è pressoché assente, anche nelle realtà più virtuose, l’impostazione terapeutica”.
 
Siamo di fronte a persone dimenticate dalla società e dalle istituzioni “detenute – ha riferito Bosone – in condizioni inumane senza che spesso ce ne sia un vero motivo ma solo perchè la Asl non se ne fanno più carico. Alcuni Opg vanno chiusi perchè indegni, in altri va alzato il tasso di sanità”.
 
“Ho visto persone maltrattate in un’umiliante condizione di contenzione per quattro, cinque giorni di fila – è la denuncia di Michele Saccomanno – ho visto la sciatteria di alcune dirigenze che non si interrogano sulla disumanità e sulla sporcizia”. Queste condizioni ha proseguito “mi fanno vergognare di rappresentare la società che ha trovato la legittimazione della cancellazione di questi uomini dalla vita”.
 
Dunque che fare? “Il nostro obiettivo – ha spiegato Ignazio Marino –  è sensibilizzare le istituzioni per delle soluzioni adeguate alla nostra civiltà e poi sensibilizzare la popolazione”. Ecco allora l’impegno della commissione per cambiare la situazione. Tre ordini di interventi nell’immediato, nel breve e nel lungo termine. Il primo: “tempestiva dimissione (sono stati già chiesti gli elenchi dei “dimissibili”) dei numerosi soggetti, trattenuti con proroghe di misure cautelari, reiterate per anni e in alcuni casi per decenni”; secondo intervento: “migliorare l’organizzazione e la situazione all’interno degli Opg”; terzo ordine di intervento, questo più a lungo termine, “modifica delle leggi vigenti”.
 
Il senso dell’inchiesta è quello della denuncia costruttiva, affinchè le Istituzioni competenti – ministero della Giustizia, ministero della Salute e Regioni – siano sensibilizzate ad affrontare e superare una situazione che non è più sostenibile e per questo procrastinabile.
 
S. S.

28 Luglio 2010

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