Ostia. Interrogazione a Lorenzin di Anitori (Ap): “No alla chiusura laboratorio di patologia clinica dell’Ospedale Grassi”

Ostia. Interrogazione a Lorenzin di Anitori (Ap): “No alla chiusura laboratorio di patologia clinica dell’Ospedale Grassi”

Ostia. Interrogazione a Lorenzin di Anitori (Ap): “No alla chiusura laboratorio di patologia clinica dell’Ospedale Grassi”
"Il piano di riorganizzazione colpirebbe un laboratorio che si caratterizza come una eccellenza. Si faccia una nuova valutazione, alla luce degli effetti negativi che il previsto ridimensionamento comporterà sulla tutela della salute di decine di migliaia di cittadini del territorio". Così la senatrice nell'interrogazione sulla riorganizzazione dei laboratori di analisi varato nel 2014.

Scongiurare la chiusura del Laboratorio di patologia clinica Grassi di Ostia alla luce del piano regionale di riorganizzazione dei laboratori di analisi varato nel 2014. Questa, in sintesi, la richiesta della senatrice Fabiola Anitori (Ap), contenuta nell’interrogazione inviata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
 
“Il piano di riorganizzazione – spiega la senatrice – colpirebbe un laboratorio che si caratterizza come una eccellenza nel suo genere con 12 centri prelievo e attrezzature estremamente avanzate, in grado di competere anche per efficienza produttiva e qualità, con ogni altro nosocomio romano. Un laboratorio che effettua tra i 2,5 ed i 3 milioni di esami e test all’anno, dai più semplici a quelli più sofisticati”. Un’eccellenza che attraverso il piano regionale diventerebbe laboratorio di base (Spoke), svolgendo esami urgenti ed un limitato pannello di esami routinari ai pazienti ricoverati, e sarebbe afferente al LEC-S dell’azienda ospedaliera S. Camillo-Forlanini, che si qualifica come Hub.
 
Una scelta, quella del S. Camillo-Forlanini che la senatrice di Ap giudica in maniera critica perchè il numero degli esami effettuati all’anno “appare di dimensioni già ragguardevoli (circa 4,5 milioni), evidenziando perdite di esercizio per il 2015 pari a 161, 8 milioni di euro, il peggiore deficit sanitario italiano per una azienda ospedaliera”.
 
Inoltre, “la riorganizzazione della rete dei laboratori regionali deve puntare a perseguire un modello di governance basato sull’efficienza, sulla confrontabilità dei risultati, sull’omogeneità dei livelli di riferimento e criteri interpretativi, e non solo su parametri economico-finanziari, rispondendo alle esigenze sanitarie dei cittadini dei territori grazie un rapporto diretto e quotidiano tra il personale sanitario dei laboratori, presidi medici sul territorio e cittadinanza, fondato su prassi e procedure costanti e riconosciute”.
 
Tutti elementi, precisa la senatrice, che valgono “ancora di più nel caso del Laboratorio Grassi, che rappresenta il punto di riferimento di un vasto e densamente popolato territorio, le cui certezze di assistenza sanitaria verrebbero necessariamente diminuite con la sostanziale destrutturazione del Laboratorio stesso e il conseguente impoverimento del Presidio ospedaliero nel complesso”.
 
Da qui la richiesta di una “nuova e ulteriore valutazione, alla luce degli effetti negativi che il previsto ridimensionamento dello stesso comporterà sulla tutela della salute di decine di migliaia di cittadini del territorio, a fronte di risparmi di spesa assoltamente incerti se non addirittura eventuali e considerate le condizioni finanziarie stabili del Laboratorio Grassi e quelle assolutamente precarie dell’Ospedale S. Camillo-Forlanini, quale struttura centrale di riferimento per il Laboratorio Grassi”, conclude Anitori.

31 Marzo 2017

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